Lunedì 24 Giugno 2024

20.08.16 Spiaggia in CroaziaNelle 24 ore tra giovedì e venerdì si erano registrati in Austria 282 nuovi contagi da Covid-19 e il ministro della Salute, Rudolf Anschober, aveva definito la situazione “inquietante”. Nelle 24 ore tra venerdì e ieri erano stati registrati altri 303 nuovi contagi. Per la prima volta dall’inizio di aprile è stata superata la soglia delle 300 infezioni. Ciò che rende peggiore la situazione di oggi rispetto a quella di cinque mesi fa è che allora la curva dei contagi era in calo, mentre ora è in crescita.

Non sappiamo come Anschober avrebbe definito la nuova situazione, perché ieri ha preferito tacere. Ma il giudizio “inquietante” sarebbe andato sempre bene, perché quei numeri così alti – in Austria, come in altri Paesi europei, compresa l’Italia – segnalano che il Covid-19 continua ad aggredire e che non deve essere abbassata la guardia, anche se vi sono politici irresponsabili che amano farsi dei selfie in mezzo alla folla, senza indossare la mascherina.

Il Ministero degli Interni ha comunicato anche la distribuzione dei nuovi contagi sul territorio austriaco. Quasi la metà (131) si sono registrati a Vienna; seguono Alta Austria con 51 nuovi contagi, Tirolo con 37, Carinzia con 33.

Interessante notare che gran parte dei nuovi contagiati sono collegati al turismo all’estero. Si tratta di austriaci che sono andati in vacanza in altri Paesi e sono ritornati portando con sé il virus e distribuendolo a parenti e amici. È un fenomeno a scoppio ritardato: le 303 persone risultate positive al test nelle 24 ore considerate erano state contagiate probabilmente due o tre settimane fa. Di chi rientra ora dalle vacanze sapremo se porta con sé il contagio soltanto tra un paio di settimane.

Un altro aspetto del fenomeno ci interessa indirettamente. La stragrande maggioranza dei nuovi infetti era stata in vacanza sulle coste dell’Istria e della Dalmazia. Nessuna fonte ministeriale o giornalistica ha parlato finora di austriaci contagiati in Italia. Hanno avuto tutti fortuna o forse in Italia i provvedimenti di protezione dal Coronavirus sono stati presi più sul serio?

Chi vive in Italia ha l’impressione che nei centri balneari le prescrizioni siano prese sottogamba: ressa sulle spiagge, bar e pizzerie affollate, movida serale, uso molto limitato delle mascherine. Ma gli stranieri venuti in Italia hanno avuto l’impressione contraria. Avendo memoria di ciò che accade a casa loro, gli italiani sono apparsi molto più disciplinati nell’uso delle mascherine, nel distanziamento sociale, nella disponibilità di gel disinfettante in ogni esercizio pubblico o negozio. Più di qualche giornalista austriaco ne ha portato testimonianza nel suo giornale. Isabelle Daniel – giornalista politica di “Österreich” che già conosciamo – proprio ieri sera a twittato: “Non lo dico volentieri, ma l’Italia, la Grecia e Cipro dovrebbero esigere al più presto un corona-test per i visitatori austriaci”.

È questa la ragione per cui gli austriaci che ci hanno fatto visita sono tornati poi a casa sani e salvi. Forse non andrà sempre così, forse in futuro vi saranno anche austriaci contagiati sulle nostre spiagge, ma per ora la situazione è questa.

Ed è questa la ragione per cui il ministro degli Esteri Alexander Schallenberg ha deciso di dichiara a rischio la Croazia dalla mezzanotte di oggi. La Croazia, non l’Italia. Saranno intensificati i controlli sanitari anche alle frontiere italiane, ma solo per tenere d’occhio chi rientra dalla Croazia, passando per il Friuli Venezia Giulia.

 

NELLA FOTO, una spiaggia sulla costa croata.

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