Giovedì 22 Febbraio 2024

20.09.11 Gernot BlümelManca ormai soltanto un mese alle elezioni comunali di Vienna, in calendario l’11 ottobre. Sono elezioni comunali, ma sono ugualmente importanti. Non perché Vienna è la città capitale, ma perché a Vienna risiedono quasi 2 milioni di abitanti, più di un quinto della popolazione austriaca. E perché il Comune di Vienna ha le prerogative legislative di un Land.

Il voto dei viennesi, perciò, può essere determinante anche per la politica nazionale austriaca. Ma è anche un voto interessante, perché contrappone una grande metropoli europea, governata da sempre da socialdemocratici, a un governo di destra, guidato da un’Övp (Partito popolare) che con la segreteria Kurz sta assomigliando sempre più ai movimenti sovranisti in materia di immigrazione e di rapporti con l’Ue.

Per queste ragioni conviene tenere d’occhio il voto dell’11 ottobre, di cui qualche anticipazione ci viene offerta da un sondaggio condotto da Unique Research per l’emittente privata tv Atv e per il quotidiano “Heute”. Un lavoro serio, che ha coinvolto un numero insolitamente alto di intervistati (più di 1.600) e che è stato coordinato da Peter Hajek, un esperto del settore. Poiché in un mese possono accadere tante cose, Unique Research riconosce nelle sue stime un margine di errore del 2,4%.

Due sono le notizie più interessanti che emergono dalla consultazione. La prima riguarda l’Spö, il Partito socialdemocratico. Abbiamo detto che Vienna è da sempre (ovvero dalla fine della monarchia) una città a guida socialdemocratica. A parte gli anni dell’Anschluss e della dittatura fascista, i sindaci di Vienna sono sempre stati socialdemocratici, per lungo tempo hanno governato il Comune con maggioranza assoluta e soltanto di recente, persa la maggioranza assoluta, lo hanno fatto in alleanza con l’Övp e attualmente con i Verdi.

Tanti anni al potere logorano e il trend dell’Spö era inesorabilmente in calo. Era prevedibile che lo fosse ancor più in queste elezioni, dopo l’uscita di scena del carismatico sindaco Michael Häupl, sostituito da un Michael Ludwig, apparso finora piuttosto sbiadito. Si dava per scontato che nel voto dell’11 ottobre l’Spö sarebbe rimasto il primo partito, ma con molti meno voti.

E invece no! Se dobbiamo fidarci del sondaggio di Unique Research, l’Spö migliorerà addirittura la sua posizione, recuperando voti e salendo al 41% (nelle precedenti elezioni aveva ottenuto il 39,6%). In mancanza di analisi più approfondite, possiamo ipotizzare soltanto una spiegazione: la sfiducia degli elettori negli altri partiti. Nell’Övp di Kurz, che ha conquistato l’Austria, ma che non riesce a stravincere a Vienna. Soprattutto sfiducia nell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, travolto dallo scandalo di Ibiza e dal comprensibile disorientamento seguito alla cacciata del suo leader storico Heinz-Christian Strache (usiamo l’attributo “storico”, perché Strache è stato alla guida dell’Fpö ininterrottamente dal 2005 al 2019, preceduto da Jörg Haider, che lo aveva guidato dal 1986 al 2005).

Il secondo dato interessante che emerge dal sondaggio riguarda proprio l’Fpö. Fino a un paio di anni fa veleggiava intorno al 30% (30,8% alle elezioni del 2015), tanto da insidiare per la prima volta la supremazia dell’Spö. Con qualche voto in più avrebbe potuto persino tentare, in coalizione con altri partiti, di prendere il potere nella “Vienna rossa”, assicurando a Strache la poltrona di sindaco.

Ma di questi tempi l’elettorato è volubile, specie se di mezzo c’è un video che incastra un protagonista come Strache, mentre sta svendendo l’Austria e i lavoratori austriaci e un cliente russo, in cambio di soldi. Gli austriaci, anche quelli di Vienna, non hanno perdonato a Strache il tradimento, facendo precipitare il suo ex partito al 9%. Mentre lui, l’uomo immortalato nel video di Ibiza, che cacciato dall’Fpö sta tentando di rientrare dalla finestra con una propria lista, forse non riuscirà nemmeno a mettere piede nell’aula consiliare di Vienna, perché è incerto che possa superare la soglia del 5%.

Veniamo agli altri partiti. L’Övp raddoppia i propri voti, salendo al 20%. Un buon risultato, ma sempre modesto e insufficiente per mettere in discussione la supremazia dell’Spö. Il ministro delle finanze Gernot Blümel, che si era candidato capolista, sperando di diventare sindaco, resterà probabilmente a fare il ministro.

Quanto ai Verdi, il sondaggio assegna a loro il 15%. Sarebbero quindi il terzo partito e, se il voto delle urne confermerà il risultato, potranno considerarsi i vincitori di questa tornata elettorale, assieme ai socialdemocratici. Il che significa che anche nei prossimi 5 anni Vienna sarà governata da una giunta rosso-verde e che sindaco sarà un socialdemocratico, come accade ormai da un secolo.

 

 

NELLA FOTO, il ministro delle Finanze, Gernot Blümel, candidato dall’Övp alla poltrona di sindaco di Vienna, che probabilmente continuerà a fare il ministro.

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