Lunedì 17 Giugno 2024

20.09.16 Rudolf Anschober con Lou Lorenz-Dittlbacher (Zib2)Il bollettino quotidiano del Covid-19 non sembra allarmante per l’Austria. Sì, 760 nuovi casi positivi accertati nelle ultime 24 ore (che portano il totale a 6.194) sono tanti, ma si possono spiegare in parte con il numero elevato di tamponi effettuati. I ricoveri di ieri negli ospedali sono stati 38, di cui soltanto 2 in terapia intensiva. Nessun nuovo decesso si è aggiunto alla lista che fino all’altro ieri era salita a 757 morti.

Tutto bene, dunque? Pare di no. Non la pensa così la commissione dei 19 esperti incaricata di accendere le luci del “semaforo” (dal verde al rosso), che segnalano il livello di rischio contagio distretto per distretto. E da ieri il numero dei distretti a rischio è sensibilmente aumentato e soprattutto per la prima volta è stata accesa la luce arancione (rischio elevato), che è l’ultimo gradino prima del rosso.

Ma già il fatto che la commissione sia stata convocata di lunedì e ieri abbia pubblicato il suo rapporto è un segnale inquietante. Perché questo organismo consultivo del governo è al lavoro da dieci giorni ed era previsto che si riunisse soltanto una volta alla settimana (al giovedì) e che le sue valutazioni fossero rese pubbliche al venerdì. Come mai questo anticipo?

In Zib 2 (il telegiornale delle 22 di ieri), il ministro della Salute, Rudolf Anschober, ha parlato di uno sviluppo allarmante della situazione. Per la prima volta da marzo il numero dei casi attivi ha superato quota 6.000 e soprattutto sta aumentando il numero dei ricoveri.

Il ministro ha accennato a previsioni “che ci fanno molto riflettere”, secondo le quali potrebbero esserci ben presto da 1.300 a 1.400 nuovi contagi al giorno. “È una situazione molto seria”, ha avvertito Anschober, rivolgendo un rinnovato appello alla popolazione “a riprendere con senso di responsabilità le comuni misure di cautela”.

Quanto saranno ascoltate le sue parole è difficile dirlo. Al momento in Austria vi sono soltanto raccomandazioni a usare la maschera naso-bocca, a mantenere le distanze, all’igienizzazione scrupolosa delle mani, ma non sono previste sanzioni. Tutto è affidato alla buona volontà delle persone, che in genere manca, come abbiamo potuto personalmente constatare la settimana scorsa durante un breve soggiorno nel Salzkammergut: mascherine soltanto sui mezzi pubblici e mai altrove. Non le abbiamo viste usare nei rifugi della zona, non le abbiamo viste usare nel nostro hotel. Bottigliette con gel igienizzante quasi ovunque, ma gli unici a servirsene eravamo noi italiani, osservati come ospiti un po’ strani.

C’è da augurarsi che i timori del ministro siano esagerati (all’inizio della pandemia il cancelliere Sebastian Kurz aveva parlato addirittura di 100.000 morti e per fortuna il suo pronostico si è rivelato sbagliato). Per ora non resta che prendere atto delle valutazioni espresse dalla commissione dei 19, che ieri hanno modificato il colore del “semaforo” (in peggio) per 40 città e distretti dell’Austria.

A Vienna, Innsbruck, Kufstein (in Tirolo), Dornbirn e Bludenz (nel Vorarlberg), Mödling (in Bassa Austria, confinante con Vienna) e Neunkirchen (sempre in Bassa Austria, ma al confine con la Stiria) il semaforo segna “arancione”, che significa “alto rischio”. Tra le conseguenze principali, la chiusura delle scuole superiori, i cui alunni seguiranno le lezioni da casa, una limitazione dei partecipanti agli eventi pubblici, la chiusura dei ristoranti alla mezzanotte. In queste città e distretti ci si può ancora andare, ma è sconsigliabile farlo, se non per necessità. Il gradino superiore (semaforo rosso) segnalerebbe un rischio molto alto e comporterebbe il lock-down, come a Codogno e dintorni all’inizio dell’emergenza in Italia.

In altri 35 distretti il semaforo ha acceso la luce gialla (rischio medio). Fino alla settimana scorsa erano tutti “verdi”, ovvero a rischio basso. Sono distribuiti soprattutto nel Vorarlberg, in Tirolo, in una larga parte dell’Alta Austria, in tre distretti della Stiria (compresa Graz) e in una larga fascia di distretti della Bassa Austria, tra il confine con la Stiria e il confine nord-orientale. Gli unici Länder ancora interamente “verdi” sono la Carinzia, il Salisburghese e il Burgenland.

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SCUOLE APERTE. Il passaggio dal giallo all’arancione nel “Corona-Ampel” avrebbe dovuto comportare, tra le altre misure di cautela, la chiusura delle scuole superiori con lezioni seguite via internet da casa. Non è andata così. Come apprendiamo dal sito web del “semaforo”, “per scuole e manifestazioni il passaggio all’arancione non cambia nulla”. La notizia data nel blog di oggi, pertanto, va aggiornata: le scuole per ora restano aperte anche nelle città/distretti arancione e le lezioni si tengono regolarmente in classe,

 

 

NELLA FOTO, il ministro della Salute, Rudolf Anschober, intervistato dalla giornalista Lou Lorenz-Dittlbacher, nel telegiornale Zib2 di ieri sera.

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