Per gli scolari austriaci le vacanze estive sono incominciate (a Vienna, in Bassa Austria e nel Burgenland) o stanno per incominciare (in Carinzia, Alta Austria, Stiria, Salisburghese, Tirolo e Vorarlberg), ma con una importante novità. Per una parte di essi, infatti, termineranno già in agosto con due settimane di anticipo. Quelle due ultime settimane saranno dedicate a corsi di ripetizione di materie per le quali nell’anno scolastico avevano manifestato particolari carenze.
I problemi maggiori si registrano nella lingua tedesca. Un’alta percentuale di alunni figli di immigrati non ne ha la minima conoscenza, tanto da non essere in grado di seguire le lezioni. Ma anche un numero crescente di alunni austriaci autoctoni manifesta allarmanti carenze, un po’ come constatiamo anche in Italia. A Vienna oltre la metà degli alunni della prima elementare non conosce una parola di tedesco, benché molti di essi abbiano frequentato per due anni scuole materne. Segno evidente che in quelle scuole nessuno si è premurato di insegnare loro il tedesco e molto probabilmente si sono trovati a giocare e interloquire con altri coetanei, figli di stranieri, anch’essi senza conoscenze della lingua tedesca.
La “Sommerschule” (così vengono chiamate le due settimane che precedono l’inizio regolare dell’anno scolastico) esiste, per la verità, dal 2000, ma la frequenza era su base volontaria. Era e rimane un’offerta molto utile, perché l’attività che vi viene svolta non è standardizzata, ma tagliata sulla misura delle esigenze degli alunni. Viene offerto, insomma, un aiuto personalizzato.
La novità di quest’anno è che ora si chiamerà “Sommerschulepflicht”: la scuola estiva diventa obbligatoria. Ci saranno sempre alunni che chiederanno volontariamente di parteciparvi, ma ad essi saranno affiancati alunni “obbligati” a parteciparvi, i cui nomi saranno segnalati dai singoli capi di istituto, in base alle indicazioni fornite dagli insegnanti.
Non sarà possibile contravvenire all’obbligo di frequenza. Non saranno possibili giustificazioni del tipo: “Il ragazzo non può partecipare, perché in vacanza con la famiglia”. Le eventuali assenze saranno sanzionate con multe fino a 1.000 euro, come avviene per le assenze nel corso dell’anno scolastico regolare
Si troveranno insegnanti disposti a sacrificare due settimane delle loro vacanze per seguire gli alunni delle “Sommerschule”? I timori espressi in passato, quando il ministro per l’Istruzione Christoph Widerkehr (Neos) aveva annunciato il progetto, si sono rivelati infondati. Già ora si sono candidati insegnanti in numero addirittura superiore a quello richiesto. Probabilmente perché hanno ricevuto incentivi convincenti: avranno un compenso extra di 60 euro all’ora o, in alternativa, potranno lavorare un’ora di meno alla settimana nell’anno scolastico 2026-27.
NELLA FOTO di APA/Harald Schneider, il ministro dell’Istruzione, Christoph Wiederker, in visita la scorsa estate a una “Sommerschule” nella Donaustadt di Vienna, quando la frequenza non era ancora obbligatoria.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina