Quando qualcosa va storto, la colpa è sempre di qualcun altro. Se ti inciampi mentre cammini per la strada, non è perché avevi la testa tra le nuvole, ma perché il sindaco non aveva piastrellato adeguatamente il marciapiede. Se in curva esci di strada con l’auto, non è che viaggiavi a velocità eccessiva, ma perché l’Anas non aveva installato un guard-rail abbastanza robusto.
La serie dei casi è infinita, ma noi qui diamo conto soltanto dell’ultimo, verificatosi in una stazione sciistica della Carinzia. In effetti forse non è l’ultimo in ordine di tempo, perché accaduto nel 2023, ma ne abbiamo notizia soltanto oggi, perché, come a volte accade, la vicenda è finita davanti al giudice, cui lo sciatore ha chiesto giustizia, e solo oggi ne siamo venuti a conoscenza.
Il fatto è accaduto in una stazione dell’Alta Carinzia (la privacy richiesta in Austria non ci consente di indicare quale). Lo sciatore in questione entra in un luogo di ristoro situato lungo le piste, nei pressi della stazione a monte di un impianto di risalita. Mangia, beve e quando esce per calzare nuovamente gli sci, ruzzola sul terreno innevato. Si fa abbastanza male da dover richiedere l’intervento dell’elicottero di soccorso, che lo trasporta in ospedale.
Quando esce dall’ospedale risanato, fa causa al ristoratore, per chiedere di essere risarcito del danno subito, quantificato in 56.000 euro. Lo scivolone, a suo dire, sarebbe dovuto al fatto che il titolare del locale non aveva provveduto a pulire adeguatamente l’area davanti all’ingresso, né aveva collocato un cartello che indicasse che il terreno era sdrucciolevole, come quelli che si vedono negli aeroporti e nei centri commerciali, dopo che è stato lavato il pavimento e in attesa che si asciughi.
L’accusa già di per sé fa ridere, perché qui non siamo in un aeroporto o in un centro commerciale, ma in montagna, in mezzo alla neve, dove ci si va proprio per scivolare. Il personale, inoltre, aveva provveduto a intervalli regolari a ripulire dalla neve l’accesso al locale, stendendovi sopra anche un tappeto in gomma antisdrucciolo. Certo, non era stato possibile eliminare del tutto i residui di ghiaccio e neve, ma si dava per scontato che gli avventori vi avrebbero prestato attenzione.
Della stessa idea è stato anche il giudice del Tribunale di Klagenfurt, che ha respinto la richiesta di risarcimento. Ma lo sciatore “vittima” dello scivolone non si è dato per vinto. Ha presentato ricorso al giudice di appello, a Graz, che ha confermato la sentenza del collega di Klagenfurt. Il provvedimento non è definitivo, in attesa di sapere se lo sciatore deciderà di ricorrere alla Corte suprema.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina