Mercoledì 28 Febbraio 2024

20.03.09 Austria, controlli polizia alla frontieraControlli sanitari alla frontiera austriaca? Più facile a dirsi che a farsi. Il cancelliere Sebastian Kurz li aveva annunciati fin da oggi, per ridurre gli ingressi dall’Italia e contenere in qualche modo il diffondersi del Coronavirus. Ma l’applicazione del provvedimento si è rivelata più complicata del previsto, anzi, impossibile. Al punto che le misure di controllo saranno introdotte soltanto nei prossimi giorni. Lungo il confine con il Tirolo dovrebbero incominciare domani, mentre al valico di Tarvisio con la Carinzia soltanto mercoledì o forse addirittura giovedì. In ogni caso oggi il confine continuerà ad essere aperto, come sempre, e i controlli, quando partiranno, saranno soltanto a campione e per fasce orarie limitate.

Le misure straordinarie decise da Kurz, di concerto con i ministri della Sanità, Rudolf Anschober, e degli Interni, Karl Nehammer, erano state presentate in una drammatica conferenza stampa, trasmessa in diretta tv, nella serata di venerdì: voli annullati da e per Milano e Bologna, idem per i collegamenti con Sud Corea e Iran. In più la stretta sanitaria ai valichi di frontiera con l’Italia, a partire da oggi.

Che tuttavia qualcosa non stesse funzionando lo si era capito già sabato. Le direzioni di polizia del Land Carinzia e del Land Tirolo non avevano ricevuto alcuna direttiva da Vienna per un’operazione che sarebbe dovuta iniziare entro le successive 48 ore. Anche sul piano sanitario non era stata fornita alcuna indicazione. Al punto che ieri, alla vigilia ormai del “d-day”, l’assessora alla Sanità della Carinzia, Beate Prettner, aveva preso il telefono per avere lumi dal suo ministro, Anschober.

Il contenuto della conversazione non è stato reso noto, ma tra i due sarebbero emerse divergenze sul personale da impiegare. Il ministro avrebbe voluto che i controlli fossero effettuati da personale sanitario, mente Prettner si sarebbe dichiarata indisponibile a fornirglielo, per non sguarnire gli ospedali e le altre strutture sanitarie. Avrebbe voluto che tutto il lavoro fosse delegato alla polizia. Se oggi il confine di Tarvisio – quello sulla strada statale a Coccau e quello sull’autostrada a Thörl-Maglern – resta aperto e senza controlli, significa che l’intesa deve essere ancora raggiunta.

In Tirolo, al contrario, non è stato messo in discussione l’impiego di personale sanitario, forse anche perché il governatore Günther Platter è dello stesso colore politico del cancelliere (mentre in Carinzia il governatore e l’assessora Platter sono socialdemocratici). Ma anche lì non è stato possibile mettere subito in moto la macchina dei controlli, come annunciato da Kurz. Si partirà domani, con due squadre mobili di sanitari.

I controlli – ha fatto sapere un portavoce del Land – saranno effettuati al Brennero (autostrada, strada statale e ferrovia), ma anche ai valichi meno importanti di Passo Resia e di Sillian.

Saranno controlli a campione, che prevedono in primo luogo la misurazione della temperatura corporea, ma anche la verifica se vi siano sintomi simili a quelli di un’influenza. Inoltre si sta elaborando un questionario standard di domande, per accertare, per esempio, il luogo di provenienza. Se la località si trova nelle zone rosse è scontato che l’ingresso in Austria non sarà consentito. Poiché le squadre di sanitari, ancorché mobili, sono soltanto due, non potranno essere controllati tutti i transiti contemporaneamente.

Frattanto il contagio in Austria continua a mietere vittime, anche se siamo ancora ben lontani dalla situazione italiana. Fino alle ore 21 di ieri le persone risultate positive al test erano 105, con un sensibile aumento rispetto al giorno precedente (il loro numero era 81). La loro ripartizione territoriale: Vienna 32 casi, Bassa Austria 31, Stiria 10, negli altri Länder un numero inferiore. I casi gravi si contano sulle dita di una mano e finora non c’è stato alcun decesso. Oltre 4.500 i tamponi effettuati.

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