Giovedì 29 Febbraio 2024

20.12.09 Vienna, Mariahilf strasseNostalgia di Vienna? Tanta. La capitale austriaca non è una città come le altre. È una città dove, anche se ci si è già stati, si ritorna sempre volentieri. Ragiona così anche Nobert Kettner, da 13 anni direttore di Wien Tourismus, l’agenzia che promuove il turismo nella città.

Kettner è convinto che, non appena i confini saranno riaperti e saranno ripristinate le modalità per viaggiare, Vienna sarà sicuramente in testa alla lista dei desideri dei turisti. Mesi di pandemia possono aver cambiato le abitudini delle vacanze ai mari e ai monti, ma Vienna resta sempre Vienna.

Naturalmente questo non potrà accadere già domani o dopodomani. Siamo in piena seconda ondata e non è escluso che arrivi una terza, prima che le vaccinazioni raggiungano l’intera popolazione e manifestino la loro efficacia. In un’intervista al periodico economico “Trend”, il responsabile del turismo viennese ha confidato di attendersi un avvio di normalizzazione dopo Pasqua, ma considera anche il 2021 un anno perso. È ragionevole ritenere che soltanto nel 2024 di ritornerà a una certa normalità, ovvero a una situazione di offerta turistica e di presenze simili a quelle pre-pandemia.

Per allora però bisogna prepararsi e soprattutto bisogna conservare intatta l’atmosfera viennese. Chi verrà qui, scendendo dal treno o dall’auto, dovrà immediatamente percepire la città di un tempo, come se non mancasse da uno o due anni, ma da una settimana. Alcuni aspetti potrebbero apparire anacronistici, ma, secondo Kettner, vanno conservati intatti, come i “Fiacker” con le loro carrozze a cavalli, che sono un ingrediente importante di quell’atmosfera.

Un’attenzione speciale poi va riservata alla gastronomia. “Dobbiamo fare attenzione – ha dichiarato Kettner a “Trend” – che hotel e ristoranti non perdano il personale migliore. In anni buoni l’economia turistica e del tempo libero a Vienna dà lavoro a 116.000 persone. Secondo uno studio del Wifo (il Wirtschaftsforschungsinstitut è, con l’Ihs, il più autorevole istituto di studi economici dell’Austria, nda), alla fine di quest’anno saranno andati perduti 35.000 posti di lavoro. Se non si fa nulla, perderemo questa manodopera altamente qualificata per sempre”.

Il quadro attualmente è desolante. A causa del lockdown, gli hotel e tutte le strutture ricettive sono chiuse (possono ospitare soltanto clienti venuti a Vienna per motivate esigenze di lavoro), ma anche senza questa restrizione sarebbero semivuoti, per le limitazioni alla mobilità e l’assenza quasi di voli internazionali.

Fino all’apparire del Covid-19 il turismo a Vienna aveva registrato risultati da record, con un aumento delle presenze del 6,8 per cento rispetto all’anno prima. La ricchezza creata era stata stimata nel 2019 intorno ai 4 miliardi. Quest’anno si ritiene che crollerà a 1,6 miliardi, grazie soprattutto al turismo dei primi tre mesi dell’anno. Poi è stato un disastro, con un calo dei pernottamenti, fino a ottobre, dell’84,5%. E a novembre e dicembre, senza i mercatini dell’Avvento e senza le feste di Natale, non andrà meglio.

 

NELLA FOTO, la Mariahilfstrasse, la via dello shopping di Vienna, che i Verdi nella giunta comunale della precedente amministrazione avevano reso pedonale. Con la riapertura dei negozi tra domenica e ieri c’è stato movimento di clienti, ma non la ressa degli anni scorsi. Mancavano gli stranieri.

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