Martedì 14 Aprile 2026

Non è un caso che Adolf Hitler fosse austriaco e che lo fossero in gran numero anche gli alti gradi della Gestapo e delle Ss. Ad affermarlo non è uno storico, ma un’ex diplomatica: Karin Kneissl (nella foto), 59 anni, ministra degli Esteri dell’Austria dal 2017 al 2019, in quota all’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista.

Molti avranno difficoltà a ricordare il nome di questa signora, ma forse ricorderanno le sue nozze, celebrate in Stiria mentre era ministra e alle quali prese parte anche il premier russo Vladimir Putin. Le foto dello “zar” che balla all’aperto con Kneissl, mentre alle loro spalle un coro di cosacchi del Don intona canzoni del folclore russo, fecero il giro del mondo.

Lasciato l’incarico di governo, Kneissl ebbe modo di litigare con tutti, persino con il marito appena sposato, che chiese perciò la separazione. L’ostilità nei suoi confronti sarebbe cresciuta a tal punto – stando almeno alla versione che lei ne ha dato – da costringerla a “fuggire” in Francia, che, come è noto, è il rifugio prediletto da perseguitati politici, ex terroristi, ayatollah, teste coronate non più coronate e persino ex ministre incomprese in patria.

Ma il soggiorno in Francia è durato meno di un anno, perché già nel 2022 Kneissl ha trovato asilo in Russia, accolta dallo “zar” che l’aveva onorata di un ballo alle sue nozze. Qui Putin le ha procurato lavoro come presidente del centro di studi politici “Gorki”, a San Pietroburgo, creato appositamente per lei. Ma già mentre soggiornava a Parigi, Kneissl aveva incominciato a collaborate con Rt, un programma televisivo filorusso per l’estero, trasmesso per Internet e via satellite, ed era stata cooptata nel consiglio di amministrazione della holding petrolifera Rosneft.

Molti “ex” della politica austriaca, tra cui i cancellieri Wolfgang Schüssel, Alfred Gusenbauer e Christian Kern, cessato l’incarico in patria, erano passati a libro paga di Putin. Ma dopo l’aggressione all’Ucraina, volenti o nolenti, avevano tutti rinunciato a quei lauti incarichi. Tutti, tranne Karin, che oltre agli incarichi già ricevuti, dall’estate scorsa è diventata anche “ambasciatrice delle tigri”, con l’incarico di occuparsi delle tigri siberiane, bisognose di tutela.

Ma il suo compito prevalente nella nuova patria russa è politico. In questa veste, intervistata dal canale filorusso su YouTube “Casa del poeta”, ha espresso la sua opinione sul nazismo e sul perché Hitler e gli alti vertici del regime non potessero che essere austriaci. La sua personale teoria è che gli austriaci siano un misto di grettezza, livore e di un enorme complesso di inferiorità. Tutti elementi che favorirebbero, quasi per rivalsa, una mentalità autoritaria e un’adesione convinta a regimi come quello nazista. Tutto il contrario del popolo russo, che vive in un grande paese, dai vasti orizzonti, adatto per spiriti liberi.

Il giudizio di Kneissl sui suoi compatrioti ha suscitato inevitabili reazioni in patria, ma non eccessive. Non maggiori di quelle suscitate nell’estate scorsa dalla sua partecipazione a una seduta del Consiglio di sicurezza dell’Onu, convocata dal rappresentante russo Vasilij Nebenzja, per discutere “Minacce per la pace e la sicurezza internazionale”.

In quella sede il direttore dell’Ufficio dell’Onu per il disarmo, Adedeji Ebo, aveva criticato duramente la Russia per l’aggressione all’Ucraina e per l’alto numero di vittime civili causate. Kneissl, invitata a parlare in rappresentanza russa, aveva invece criticato le forniture di armi occidentali all’Ucraina, armi che, a suo dire, sarebbero finite sul mercato illegale anziché sul campo di battaglia. In quella sede, Kneissl aveva anche lodato l’Ungheria, “unica voce in Europa” che si era opposta agli aiuti militari all’Ucraina.

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