Domenica 11 Ottobre 2026

Le opere di Op Art sono concepite per mettere in movimento lo sguardo dello spettatore: si tratta di una forma d’arte che tenta di sfidare il senso della vista in un modo del tutto particolare, senza richiedere alcuna conoscenza pregressa e consentendo un’esperienza spontanea. Si è affermata negli Stati Uniti e in Europa a metà degli anni ’60. Affascinati dalle leggi fisiche della luce e dell’ottica, un’intera generazione di artisti si è dedicata all’indagine dei fenomeni ottici e dei fondamenti della percezione.

Sebbene l’Op Art sia caduta in parte nell’oblio nel corso dei decenni, rimane una forma d’arte rivoluzionaria, nata da un’epoca rivoluzionaria. A partire dagli anni ’50, Victor Vasarely e Marc Adrian hanno utilizzato effetti ottici per mettere alla prova la nostra vista. I colori vibranti dei motivi rigorosamente geometrici di Vasarely, così come i forti contrasti dei suoi dipinti in bianco e nero, influenzano ancora oggi l’estetica della pittura e del design.

La rappresentazione del movimento nell’arte è anche il tema centrale di Marc Adrian, che ha quasi un quarto di secolo in meno di Vasarely. Nel corso della sua vita, ha esplorato i confini di ciò che può essere rappresentato, sia in termini di contenuto che di materialità delle sue opere. Ha inoltre dato un contributo importante a movimenti artistici d’avanguardia internazionali come il gruppo Zero di Düsseldorf, le Nuove Tendenze europee e sudamericane e il primo movimento italiano di arte computerizzata Arte Programmata. L’opera poliedrica di Adrian, non ancora pienamente apprezzata e in cui c’è ancora molto da scoprire, non è altro che l’espressione di una nuova visualità.

Nel 1965, fu l’unico austriaco a partecipare, insieme a Vasarely e a numerosi altri artisti, alla rivoluzionaria mostra di Op Art “The Responsive Eye” al Museum of Modern Art di New York, ottenendo risonanza internazionale. Più di 60 anni dopo, l’Albertina dedica una mostra a questi due grandi maestri dell’Op Art, presentando le loro opere fianco a fianco e permettendo loro di entrare in un dialogo diretto. Risulta evidente: le loro opere poliedriche sono oggi più che mai attuali e di grande impatto.

La mostra comprende 72 opere ed è ospitata all’Albertina Modern, in Karlsplatz 5. Può essere visitata fino all’8 novembre, tutti i giorni, dalle 10 alle 18. Curatrice è Constanze Malissa.

[Contributo del Museo dell’Albertina]

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