Mercoledì 22 Maggio 2024

19.11.30 Pension Enzian, St. Jakob (Tirolo Orientale) - CopiaL’oro è il classico bene rifugio a cui si ricorre in tempi di guerra o di instabilità valutaria. Non è questo il caso dell’Austria, almeno non oggi. E pur tuttavia proprio in Austria l’Fpö, partito dell’estrema destra sovranista, quattro anni fa aveva sentito l’esigenza o quanto meno la convenienza di investire in lingotti d’oro parte delle sue risorse finanziarie. Perché lo avesse fatto è un enigma che nessuno del partito ha voluto spiegare. Così come nessuno ha capito perché un partito italiano qualche anno fa avesse ritenuto opportuno utilizzare parte del finanziamento pubblico nell’acquisto di diamanti.

L’Fpö aveva acquistato i lingotti nel 2015. Lo si è appreso oggi del tutto casualmente, a margine dell’inchiesta giudiziaria che riguarda le nomina di un esponente del partito ai vertici di Casinos Austria, società a partecipazione pubblica proprietaria di 12 casinò (alla vicenda avevamo dedicato più articoli, tra cui quello del 16 agosto).

Nell’estate scorsa gli inquirenti avevano effettuato perquisizioni a raffica nelle abitazioni e negli uffici dell’ex vicecancelliere (ed ex leader dell’Fpö) Heinz-Christian Strache e dell’ex capogruppo al Parlamento del suo partito, Johann Gudenus, nonché di amministratori e dirigenti di Casinos Austria. Dalle carte sequestrate era saltato fuori anche l’indirizzo di una piccola “Pension Enzian”, situata a Sankt Jakob, paesino del Tirolo Orientale.

Come si vede dalla foto che pubblichiamo in apertura, si tratta di una tipica casetta tirolese, con balconi grondanti di gerani, adatta per famiglie che vogliono godersi la villeggiatura nella pace alpina, senza spendere troppo. I documenti emersi dalle perquisizioni avevano rivelato che nel 2015 o nell’anno precedente l’Fpö aveva acquistato l’immobile. Per farne che? Sarebbe dovuto servire, pare, a ospitare corsi di formazione per gli iscritti al partito.

In realtà l’Fpö non se n’era mai servito a questo scopo, lasciando che la pensioncina continuasse ad essere utilizzata per ospitare villeggianti. Gli inquirenti della Procura anticorruzione, tuttavia, vollero darci un’occhiata e il 12 agosto, alle 9, bussarono alla “Pension Enzian”. All’interno di una stanza chiusa a chiave trovarono due casseforti, di cui i gestori della struttura non sapevano dare spiegazioni. Per aprirle bisognava rivolgersi a un commercialista viennese, che era anche consigliere comunale dell’Fpö. Questi, raggiunto al telefono, diede il consenso per l’apertura dei forzieri, ma spiegò che solo quattro potevano farlo e nessuno di questi quattro si trovava in zona. Uno era suo figlio, un altro era il vicesindaco di Vienna e attuale segretario dell’Fpö di Vienna, Dominik Nepp. Delle restanti due persone non voleva rivelare il nome al telefono.

Gli investigatori insistettero per far aprire le casseforti, decidendo di piantare le tende a Sankt Jakob fin quando non fossero giunti da Vienna il figlio del commercialista e Nepp. Il che avvenne nel tardo pomeriggio.

Ma all’apertura delle due casseforti queste si rivelarono come scatole cinesi. Dentro c’erano altre tre cassette di sicurezza a loro volte chiuse con un sigillo notarile. La chiave dei tre misteriosi contenitori erano nelle mani di un notaio di Vienna, che nel frattempo era morto. In assenza di un apposito provvedimento giudiziario sarebbe stato impossibile disporne l’apertura.

Ma Nepp e il figlio del commercialista, che erano arrivati a Sankt Jakob in compagnia di un avvocato, si erano dimostrati collaborativi: avrebbero consegnato ai rappresentanti della Procura anticorruzione l’atto del notaio con l’inventario del contenuto delle cassette, riservandosi tuttavia di annerire le righe che non volevano fossero lette.

Almeno per il momento la soluzione parve accettabile agli inquirenti. L’inventario non fu consegnato subito, ma un mese e mezzo dopo. Sono più le righe annerite che quelle leggibili. Da queste ultime si apprende che nelle tre cassette di sicurezza sono custoditi lingotti d’oro da mezzo chilo ciascuno con sopra la scritta “Zecca Austria”. Quanti lingotti e per quale valore? Non si sa. Il numero indicato nell’atto del notaio è stato annerito. Dal numero dei caratteri, tuttavia, si evince che dovrebbe trattarsi di una grande quantità.

Circa la proprietà di quel tesoro non vi sono segreti, perché le righe che lo specificano non sono state annerite: due cassette appartengono al gruppo consiliare dell’Fpö nel Comune di Vienna, la terza al partito di Vienna. Alle domande degli inquirenti sul valore dei lingotti, sulla provenienza del denaro con cui erano stati acquistati e sul perché fossero stati custoditi (o nascosti) nella “Pension Enzian” i rappresentanti dell’Fpö viennese non hanno voluto dare risposta: “Non possiamo dare alcuna informazione sul patrimonio del partito”. Per ora, almeno. Forse un giorno saranno costretti a parlare.

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