La Corte d’appello di Vienna ha assolto dall’accusa di falso l’ex cancelliere ed ex enfant prodige dell’Övp Sebastian Kurz. In primo grado era stato condannato dal Tribunale a 8 mesi di reclusione, con la condizionale.
Il reato a lui contestato era di aver dichiarato il falso, mentre veniva interrogato da una commissione d’inchiesta parlamentare. La commissione era stata istituita per far luce sul cosiddetto scandalo di Ibiza (nell’isola spagnola l’allora leader dell’Fpö, estrema destra sovranista, Heinz-Christian Strache, aveva concordato tangenti in cambio di appalti pubblici con una sedicente oligarca russa, scambio poi non realizzatosi appunto perché l’oligarca era solo “sedicente” e non era nemmeno russa). Ma in quella sede Kurz era stato interrogato su altro.
La deputata Stephanie Krisper (Neos), membra di quella commissione, aveva chiesto all’allora cancelliere se fosse stato lui a decidere le nomine nel consiglio di sorveglianza di Öbag, la holding pubblica a cui fanno capo tutte le società a partecipazione statale. Kurz aveva risposto con parole che, all’orecchio della Procura di Stato, erano state interpretate come un “no”, mentre invece poi era risultato evidente che i consiglieri della holding erano stati nominati tutti con il suo benestare, secondo quel principio, seguito sempre anche dai suoi predecessori, che “non si muove foglia che il cancelliere non voglia”.
Insomma, stando a quella interpretazione, Sebastian Kurz avrebbe dichiarato il falso. Quando la Procura aveva formulato l’accusa nei suoi confronti il cancelliere si era difeso sostenendo che le sue parole sarebbero state male interpretate. Avrebbe negato il suo coinvolgimento, con una frase che voleva invece affermare il contrario. Insomma, saremmo in presenza di quella figura retorica che va sotto il nome di “litote”. Si dice no, per dire sì.
Si doveva credere a Kurz o il suo era un tentativo di arrampicarsi sugli specchi? Difficile rispondere. In primo luogo perché Stephanie Krisper, la deputata che lo stava interrogando, aveva esaurito il tempo a sua disposizione e non aveva avuto modo di ottenere una spiegazione più chiara da Kurz. In secondo luogo perché le registrazioni video delle sedute della commissione d’inchiesta non erano pubbliche.
È proprio vedendo e rivedendo la registrazione dell’interrogazione di Kurz che la Corte d’appello sarebbe giunta alla convinzione che l’allora cancelliere, rispetto alla domanda sul suo coinvolgimento nelle nomine all’Öbag, avrebbe risposto correttamente e che pertanto “la fattispecie oggettiva delle false dichiarazioni non è stata dimostrata”.
La sentenza di assoluzione è stata accolta con evidente soddisfazione da Sebastian Kurz, che ai giornalisti si è limitato a dichiarare: “Per anni mi sono dovuto confrontare con queste accuse. Ora è tutto crollato”. Poi si è subito diretto a casa, per condividere in famiglia (da pochi giorni è diventato padre per la seconda volta) la fine di un incubo.
Finisce un incubo per Kurz, ma potrebbe incominciare un incubo per Christian Stocker, attuale cancelliere. Kurz da oggi è di nuovo incensurato (benché sia ancora in corso un processo nei suoi confronti per sondaggi truccati e spese elettorali con soldi dei contribuenti) e, teoricamente, potrebbe ridiscendere in campo, facendo le scarpe a Stocker. È una ipotesi abbastanza remota, perché Kurz non è più quello che aveva guidato l’Övp al trionfo. Le sue vicende giudiziarie e il modo infame con cui aveva eliminato il suo predecessore Reinhold Mitterlehner hanno lasciato il segno. Un sondaggio riservato commissionato dall’Övp ha rivelato che il Kurz di oggi non avrebbe lo stesso successo dell’enfant prodige che aveva conquistato il potere con il suo “Projekt Ballhausplatz”.
Stocker tutto questo lo sa, ma gli incubi nascono a volte da timori irrazionali. Cionondimeno l’attuale cancelliere e segretario dell’Övp ha dichiarato a denti stretti di “essere contento” per l’assoluzione del suo predecessore. E forse successore.
NELLA FOTO, Sebastian Kurz assediato dai giornalisti dopo la sentenza pronunciata dalla Corte d’appello di Vienna.
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