Mercoledì 22 Maggio 2024

21.05.02 Vienna; Winarskyhof in Brigittenau - CopiaÈ più facile essere ammazzati in Italia che in Austria. Bella scoperta, osserverà qualcuno, pensando ai delitti di mafia, camorra e ‘ndrangheta. In realtà la differenza tra i due Paesi è minima e per entrambi sotto la media europea: 0,61 omicidi per 100.000 abitanti in Italia, 0,55 in Austria,

Abbiamo preso a riferimento il 2017, perché l’anno ci tornava comodo per i raffronti. Ma anche negli anni precedenti e seguenti il rapporto tra Italia e Austria non cambia molto. Attingendo ai dati di Eurostat, i Paesi dove si muore di più di morte violenta sono quelli baltici. La Lettonia è in testa con 3,8 omicidi per 100.000 abitanti (sette volte più che in Italia), seguita da Lituana ed Estonia (2,8), Malta (1,6) e Romania (1,5). I Paesi dove si uccide di meno sono il Granducato del Lussemburgo (0,2) e Irlanda e Germania (0,4)

Per fortuna la propensione ad ammazzare è costantemente in calo in Europa. Se nell’anno considerato, il 2017, gli omicidi segnalati erano stati 5.037 (4.250, senza la Gran Bretagna), dieci anni prima, nel 2008, erano stati invece 6.433 (5.676). Nel 2018 è andata ancora meglio: 4.747 omicidi nell’Europa a 28 (3.993 senza la Gran Bretagna).

Eurostat ci fornisce un altro dato interessante: in quasi due terzi degli omicidi (65%) le vittime erano uomini. Questo rapporto è oggetto di analisi in questi giorni in Austria, perché in questo Paese avviene il contrario: i femminicidi superano per numero gli omicidi di maschi. Anzi, l’Austria è l’unico Paese in Europa dove muoiono più donne ammazzate che uomini.

Se ne parla da ieri, perché giovedì sera a Brigittenau, un quartiere alla periferia nord di Vienna, tra il Donaukanal e il Danubio, una donna di 35 anni, madre di due bambine, è stata ammazzata con un colpo di pistola alla testa. Sospettato è il suo ex partner, un uomo di 42 anni titolare di una birreria, trovato ubriaco e mezzo nudo nel cortile del condominio, con una bottiglia di vodka in mano.

È il nono femminicidio dell’anno in Austria e probabilmente non sarà l’ultimo. Le statistiche, infatti, non inducono all’ottimismo. Eurostat ci segnala, infatti, che nel 2017 in Austria ci sono stati 48 omicidi, 27 dei quali hanno riguardato donne. È andata allo stesso modo anche negli anni precedenti: nel 2016, 26 donne assassinate su 44; nel 2015, 30 su 50. Per gli anni più recenti non disponiamo di dati di Eurostat, ma ci viene in aiuto Statistik Austria: nel 2020 sono stati ammazzati 23 uomini e 31 donne.

I dati sono allarmanti e difficili da spiegare. Quasi tutte le vittime erano state uccise da un uomo, spesso un membro della famiglia e nella maggior parte dei casi un ex partner. Una donna su cinque aveva subito violenze fisiche fin dall’età di 15 anni. Soltanto dallo scorso febbraio l’Aöf (Autonomen Österreichischen Frauenhäuser) hanno avviato una campagna di sensibilizzazione. I frutti, se ci saranno, non si raccoglieranno in tempi brevi.

 

NELLA FOTO, il condominio di Brigittenau in cui giovedì sera è stato commesso il nono femminicidio dell’anno in Austria. Il complesso è denominato Winarskyhof, fu costruito nel 1925, comprende oltre 500 appartamenti e fa parte del gigantesco piano di edilizia popolare avviato dopo la prima guerra mondiate dalla cosiddetta “Vienna rossa”, per dare un alloggio dignitoso, salubre e luminoso a migliaia di famiglie costrette fino ad allora a vivere in baracche. Benché da allora sia passato quasi un secolo questi edifici di edilizia pubblica residenziale sono mantenuti ancor oggi in eccellenti condizioni.

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