L’Austria adotterà il jet M-346 di Leonardo per la difesa del proprio spazio aereo, lo stesso che nei prossimi anni sostituirà il glorioso MB-339 delle Frecce tricolori. L’accordo tra il governo austriaco e quello italiano (il contratto avviene a questo livello, non direttamente con l’azienda produttrice) prevede l’acquisto di 12 esemplari, al prezzo indicativo di 40 milioni ciascuno, nonché il supporto logistico, l’addestramento dei piloti e altre prestazioni accessorie. Il pacchetto completo costerà all’Austria circa 1,1 miliardi.
L’intenzione iniziale del governo austriaco era di acquistare soltanto aerei per l’addestramento dei piloti destinati agli Eurofighter già in dotazione. In passato questo training veniva effettuato su vecchi Saab 105, che dal 2020 sono andati in pensione. Si trattava di colmare il vuoto, per non addestrare il personale direttamente sugli Eurofighter, il cui volo ha costi astronomici.
Da allora, però, la situazione è cambiata. Soprattutto l’aggressione russa all’Ucraina ha convinto gli austriaci della necessità di prestare maggiore attenzione alla sorveglianza del proprio spazio aereo. La neutralità è un bel fiore all’occhiello, ma che non protegge affatto da eventuali aggressori. Nell’ultima guerra combattuta in Europa la Wehrmacht di Hitler se ne infischiò della neutralità di Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo.
È questa emergenza una delle principali ragioni per cui l’Austria da cinque anni – da quando Klaudia Tanner (Övp) è ministra della Difesa – ha deciso di tornare a investire nella sua Forza armata (è una sola, perché anche l’Aeronautica fa parte dell’Esercito e perché ovviamente la Marina non esiste). Il nuovo progetto di riarmo si chiama “Aufbauplan 2032+” e prevede investimenti per 17 miliardi entro il 2032. Pur con un bilancio in forte deficit, il settore della difesa è l’unico a non aver subito tagli.
L’acquisto dei jet M-346 rientra in questo “Aufbauplan”. I velivoli di Leonardo, tuttavia, non serviranno soltanto per l’addestramento, ma anche per la sorveglianza dello spazio aereo e per appoggio delle truppe sul terreno. L’operazione, a cui peraltro deve ancora essere data attuazione, non è stata priva di polemiche. Subito dopo essere stata annunciata, all’inizio dell’estate, era circolata una notizia anonima, di cui si era fatto portavoce David Stögmüller, esponente dei Verdi.
Il rilievo principale era la scarsa trasparenza nella scelta di Leonardo, a scapito di altre opzioni concorrenti. Certo, l’M-346 sembra corrispondere perfettamente ai 79 requisiti posti dall’Esercito per l’adozione del nuovo jet, ma la fonte anonima insinuava che l’elenco di quei requisiti fosse stato stilato a bella posta per favorire l’azienda italiana. Le alternative erano il T-7A di Boeing-Saab (Svezia) e il Muster L39-NG di Vodochody (Cechia), che tuttavia – questa la risposta fornita dallo stato maggiore – soddisfacevano rispettivamente soltanto 61 e 26 dei requisiti posti. Non erano stati consultati altri produttori al di fuori dell’Europa nel rispetto delle direttive Ue, secondo le quali acquisti al di fuori dello spazio economico europeo sono consentiti soltanto qualora sul mercato europeo non esistano prodotti equivalenti.
NELLA FOTO, tre prototipi dell’M-346 di Leonardo.
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