Lunedì 13 Luglio 2026

Alessandra Ferri è dal settembre scorso direttrice del Wiener Staatsballett e di quello collegato della Volksoper. La nostra connazionale è stata una delle migliori ballerine al mondo, una delle tre sole a cui sia stato conferito il titolo di “prima ballerina assoluta”. Come se la cava nel ruolo direttoriale? I primi risultati sono eccellenti e non era scontato che lo fossero, perché non necessariamente una étoile come lei, capace di incantare nella danza, deve avere i talenti anche per dirigere.

La sua prima stagione all’Opera di Stato ha fatto il tutto esaurito in 45 spettacoli, mentre alla Volksoper ha raggiunto il 94% in 24 rappresentazioni. Con esibizioni classiche alternate a linguaggi di danza innovativi, Ferri ha riportato il balletto di Vienna ai vertici mondiali, come osserva concorde la stampa austriaca.

Del resto, questa era la sfida che la “prima ballerina assoluta” italiana aveva deciso di affrontare, nell’assumere l’incarico a Vienna, come avevamo riferito in questo blog quasi un anno fa. Intendeva fare del Wiener Staatsballett una delle migliori compagnie del mondo. “L’ensemble attuale – aveva dichiarato allora, in una intervista alla Kleine Zeitung – corrisponde alla visione della danza dei miei predecessori, meno orientata alla danza classica. Io vorrei farne una compagnia fortemente classica, secondo gli standard di oggi. Ho visto che il potenziale c’è perché diventi un balletto di livello mondiale”.

«Non si tratta solo del programma – ha dichiarato ora Alessandra Ferri, nella conferenza stampa di inizio stagione – ma anche della motivazione dei ballerini: il pubblico lo percepisce». Si è detta inoltre colpita dalla disponibilità con cui la compagnia ha accolto le innovazioni e dalla crescita collettiva di tutti. Le riprese hanno rappresentato una sfida. «Per molti ballerini – ha spiegato – si trattava praticamente di prime assolute, perché questi pezzi non venivano rappresentati da tempo». Ora, però, affronta la nuova stagione «con gioia e fiducia» e «orgogliosa dei miei ballerini, che vedo sbocciare ogni giorno in sala da ballo».

Il programma della prossima stagione propone capolavori classici e un linguaggio coreografico innovativo e richiederà un grande impegno da parte dell’ensemble. Grazie all’amicizia tra Ferri e John Neumeier, il suo balletto narrativo «Nijinsky» debutterà alla Staatsoper in ottobre. Ad aprile, verrà presentato «Woolf Works» di Wayne McGregor. Nel 2015 McGregor aveva creato il ruolo principale di Virginia Woolf proprio per l’ex prima ballerina Ferri del Royal Ballet di Londra. La stagione dell’Opera di Stato di Vienna si concluderà con un galà in onore di Jerome Robbins.

La prima assoluta alla Volksoper sarà “Capolavori per due”, con opere di Fokine, Béjart, Preljocaj, Robbins e Balanchine. “Variazioni per una porta e un sospiro” di Balanchine verrà eseguita per la prima volta al di fuori del New York City Ballet. Eno Peçi, ex solista dello Staatsballett di Vienna, coreograferà “Carmen Suite” per la Volksoper. L’ex ballerino Adi Hanan creerà inoltre “Il Piccolo principe” per la Neues Staatsoper. Il cast non è ancora stato annunciato.

Inoltre ci saranno riprese di opere come “Il lago dei cigni” e, dopo una lunga pausa, lo Staatsballett in maggio tornerà come ospite al teatro La Fenice di Venezia con “Giselle”, in occasione della Biennale della danza.

NELLA FOTO di Andrea Jakawerth, pubblicata da Die Presse, la direttrice dello Staatsballett di Vienna Alessandra Ferri.

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