I Comuni carinziani annaspano perché non hanno risorse sufficienti per svolgere i loro compiti. Il Land non può soccorrerli, perché a sua volta sommerso da debiti. Ma, se non può offrire un aiuto finanziario, può intervenire su quello normativo, consentendo loro (ai Comuni) di raddoppiare per legge l’imposta sugli immobili abitativi. Non su tutti, ma solo sulle seconde abitazioni.
In Carinzia ce ne sono molte e il loro numero è cresciuto sensibilmente negli ultimi 5 anni: secondo Statistik Austria, sono passate da 74.974 a 97.771. E, tra queste, molte sono di proprietà di italiani, che le hanno acquistate per trascorrervi le vacanze o i weekend, in particolare a Bad Kleinkirchheim, lungo il Wörthersee o sul versante carinziano di Pramollo.
L’imposta sui fabbricati utilizzati come seconda abitazione fu introdotta in Carinzia nel 2006. Non fissa l’importo da versare, che spetta ai Comuni determinare, ma l’importo massimo. Attualmente, per esempio, è di 11,80 euro al mese per le abitazioni di 30 metri quadrati e sale a 23,60 euro per quelle fino a 60 metri, a 41,30 euro per quelle fino a 90 metri, a 64,80 euro oltre i 90 metri. A Klagenfurt, per esempio, l’imposta per superfici fino a 90 metri quadrati è fissata in 51,90 euro al mese (12,6 euro in meno rispetto al tetto massimo).
Questi importi raddoppieranno a partire dal 1. gennaio 2026, con qualche arrotondamento. Così per le abitazioni fino a 30 metri quadrati si dovrà pagare ogni mese un’imposta di 24 euro, per quelle fino a 60 metri 47 euro, fino a 90 metri 83 euro, oltre i 90 metri 130 euro. Per fare un esempio: un appartamentino di 45 metri quadrati posseduto come seconda abitazione comporterà un versamento d’imposta al Comune di 47 euro al mese, 564 euro all’anno. In questo modo il Land calcola che i Comuni nel prossimo anno potranno incassare 15 milioni di euro in più.
È noto che molti proprietari, per evitare l’imposta, dichiarano la casa delle vacanze come loro principale luogo di residenza, magari intestandola alla moglie o ai figli. È un rischio che corrono e che in futuro sarà maggiore, perché i Comuni, affamati come sono di entrate, cercheranno di stanare con tutti i mezzi a loro disposizione tali abusi. Saranno colpite anche le abitazioni di proprietà di persone giuridiche, finora esentate.
La legge, in corso di approvazione, prevede alcune esenzioni. Per esempio, non saranno colpite dall’imposta le seconde case utilizzate per gestire un’attività agricola o forestale, gli appartamenti utilizzati per frequentare una scuola, quelle piccole casette che si vedono alla periferia delle città utilizzate per coltivare un orto, gli appartamenti i cui proprietari non possono più utilizzare come residenza principale per ragioni di età o di salute.
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