L’Orf, l’emittente radiotelevisiva pubblica austriaca, ha dedicato oggi uno speciale di mezz’ora al terremoto in Friuli del 1976. Il servizio, curato da Iris Hofmeister Bulgarelli, è andato in onda alle 16.20 e può essere rivisto qui. Si intitola “Als vor 50 Jahren in Friaul die Erde bebte” (“Quando 50 anni fa in Friuli tremò la terra”).
La tragedia di cinquant’anni fa, pur nella brevità del servizio, è riproposta con immagini di allora e di oggi e con interviste a molti testimoni italiani e austriaci. Si apre con riprese dall’alto di Venzone e del suo duomo e subito dopo con quelle porta che dà accesso a via Bini, a Gemona. Quel che accadde la sera del 6 maggio 1976 e nei giorni seguenti viene ricostruito attraverso le voci di David Zuliani (che allora aveva 5 anni e che oggi è sismologo), Paola Treppo, Maurizio Tondolo (direttore dell’Ecomuseo delle acque del Gemonese), Aldo Di Bernardo (dell’Ufficio turistico di Venzone), Dario Slejko, Giancarlo Dal Mulin, Aldo Micco, Paolo Fantoni (titolare dell’omonima fabbrica), Aldo Micca, Luigino Comoretto, Claudio Sandruvi (ex sindaco di Gemona), Vittorio Blasotti.
Il documentario ricorda i mille morti, i centomila feriti, le decine di migliaia di sfollati. Ricorda i volontari accorsi anche dall’Austria per portare soccorso e aiuti e poi per collaborare alla ricostruzione. Sottolinea, in particolare, la scelta politica che fu fatta di ricostruire prima le fabbriche, per garantire il lavoro e impedire l’esodo della popolazione, poi le case e infine le chiese. Quello che da allora fu chiamato il “modello Friuli”.
Accanto alle testimonianze dei friulani, Hofmeister Bulgarelli ha raccolto quelle di molti austriaci, che già nella notte del 6 maggio e nei giorni e nei mesi successivi scesero in Friuli per portare aiuto, come Erich Stocker e Friedrich Gatto, o per lavoro, come Theo Pressien, inviato dell’Orf, o Gert Eggenberger, fotografo della Kleine Zeitung, oggi entrambi anziani in pensione.
Non sono mancate interviste ad alcuni addetti ai lavori: Rita Meurers (sismologa di Geosphere Austria), Carla Breitenberg (geofisica), Harald Geissler (protezione civile della Carinzia), Carla Barnaba (sismologa), Nicola Casagli e Paolo Comelli (rispettivamente presidente e direttore dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica). Colpiscono in particolare le parole di Comelli: “Ogni giorno che passa – dice nel servizio dell’Orf – è un giorno in meno prima del prossimo terremoto, perché è certo che il terremoto verrà di nuovo”.
Il servizio ha molti pregi, ma quello principale è di aver evitato la spettacolarizzazione del terremoto. C’è molta delicatezza nell’approccio con i testimoni di allora e molta discrezione ed equilibrio nel ricostruire quel tragico evento. Per dire, viene appena menzionato il grande aiuto offerto dall’Austria fin dai primi giorni e poi anche nella fase della ricostruzione. Una discrezione che Iris Hofmeister ha imposto anche a sé stessa, non apparendo mai in video, se non di sfuggita in qualche rara immagine.
NELLA FOTO, l’immagine di apertura dello speciale dell’Orf dedicato al terremoto in Friuli del 1976.
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