Mercoledì 22 Maggio 2024

22.05.06 Grossglockner, giacciaio Pasterze - CopiaOgni anno l’Österreichischer Alpenverein (in sigla Öav), il club alpino austriaco, dà conto dello stato di salute dei ghiacciai e ogni volta il quadro clinico appare peggiorato. Il loro destino sembra segnato.

Dalle nostre parti abbiamo già assistito alla scomparsa dei ghiacciai. Pensiamo, per esempio, alle Alpi Giulie e a quello che era stato il ghiacciaio del Canin. Se si osserva questo gruppo montuoso dai piani del Montasio, si nota facilmente che la parte inferiore della bastionata rocciosa ha il colore chiaro. Significa che fin lì la parete era coperta dal ghiaccio. E la sua scomparsa è stata così rapida – poche decine di anni appena – che la parete rimasta scoperta non ha fatto in tempo a scurirsi, uniformandosi alla tinta grigiastra della parete superiore.

In Austria ci vorrà più tempo perché i ghiacciai scompaiano del tutto, ma il processo sembra ormai inarrestabile. Il rapporto sui ghiacciai appena presentato dai direttori del servizio di misurazione dell’Öav, Gerhard Lieb e Andreas Kellerer-Pirklbauer, segnala un ritiro medio di 11 metri. Si riferisce al periodo 2020-21.

L’anno precedente il ritiro era stato maggiore (15 metri), ma il confronto non deve consolarci. La situazione più recente sembra migliore soltanto per casuali condizioni meteorologiche: le temperature estive non sono state meno alte del solito, ma in maggio si erano avute intense e frequenti precipitazioni nevose, soprattutto sopra i 3.000 metri, che avevano formato una “coperta” protettiva per i ghiacciai, rallentandone lo scioglimento.

Il ritiro record è stato registrato sullo Schlaten, nel gruppo del Grossvenediger: ha perso 55 metri. Seguono il ghiacciaio della Pasterze, sul Grossglockner (-43 metri); Untersulzbach, nel Salisburghese (-36 metri); il ghiacciaio dell’Ochsental, nel Vorarlberg (-20,2 metri); quello del Gross Gosau, nell’Alta Austria (-12 metri). Il personale dell’Öav ha preso in considerazione 79 ghiacciai di tutte le zone alpine dell’Austria.

Che fare per interrompere o quanto meno rallentare il fenomeno? La progressiva scomparsa dei ghiacciai è “il segno visibile del cambiamento climatico”, osserva Ingrid Hayek, vicepresidente dell’Öav. Se vogliamo che i ghiacciai restino dove sono, occorre intervenire su ciò che produce il cambiamento del clima, modificando i nostri stili di vita. Detta in soldoni, bisognerebbe consumare meno energia. “Soltanto l’energia non consumata – osserva ancora Hayek – è buona energia”.

 

NELLA FOTO, ciò che resta del ghiacciaio della Pasterze, ai piedi del Grossglockner. Un tempo ricopriva l’intero vallone e ora si stima che fra 30 anni potrebbe essere completamente scomparso.

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