Martedì 16 Dicembre 2025

Hypo Alpe Adria Bank, una storia infinita. Si credeva che l’ultimo capitolo fosse stato scritto con la liquidazione di tutti gli asset del gruppo bancario, che avevano consentito di ridurre sensibilmente l’ammontare del debito, ma non è così. Rimane in sospeso ancora un risarcimento che il Land Carinzia esige dalle eredi di Jörg Haider, la vedova Claudia e le figlie Ulrike e Cornelia. Un atto dovuto, perché un ente pubblico non può chiudere un occhio su un presunto credito senza che ai suoi amministratori sia addebitato un danno erariale.

Quella di cui stiamo parlando è una storia parallela, che non riguarda direttamente il crac di Hypo Bank. Riguarda una tangente milionaria incassata in occasione della vendita alla tedesca Bayerische Landesbank della quota maggioritaria di Hypo Bank detenuta dal Land Carinzia (che in origine era proprietario unico dell’istituto carinziano).

La vicenda risale al 2007, anno in cui la banca era ancora fiorente e appetibile, o così almeno sembrava. Sono in corso le trattative con l’acquirente bavarese e i segretari dei due partiti che governano il Land – Jörg Haider per il Bzö (il partito fondato due anni prima, dopo la scissione dall’Fpö) e Josef Martinz per l’Övp (Partito popolare) – decidono di affidare al commercialista Dietrich Birnbacher l’incarico di redigere una perizia sulla congruità degli accordi raggiunti per la vendita.

Va detto che l’incarico viene conferito in gran segreto, all’insaputa dei colleghi di governo e del Landtag. Per giunta la perizia è del tutto superflua, perché ci hanno già pensato gli uffici finanziari del Land a farla. In realtà si tratta di uno stratagemma truffaldino, per incassare una tangente sulla vendita, facendola figurare come parcella al commercialista.

Il lavoro di Birnbacher si limita alla stesura di 6 pagine dattiloscritte, ma il conto è salato: 12 milioni di euro. Quando l’ammontare diviene di dominio pubblico, scoppia un pandemonio e Haider decide di dimezzare l’importo a “soli” 6 milioni. Lo definisce un “Patriotenrabatt”, uno “sconto patriottico”, anziché una ruberia. L’intenzione è di dividere quei 6 milioni per tre: 2 a Haider, 2 a Martinz e 2 al commercialista.

La storia non finisce bene. Qualche anno dopo i beneficiari della tangente vengono indagati e, nonostante due tentativi della Procura di Stato di Klagenfurt di insabbiare il tutto, per iniziativa della Procura nazionale anticorruzione si giugne nel 2012 a un processo che porta alla condanna e al carcere per Martinz e per Birnbacher. Non per Haider, che nel frattempo è morto.

C’è un aspetto penale e c’è un aspetto risarcitorio, per far riavere al Land i soldi della tangente. L’ammontare nel frattempo è aumentato a 8,55 milioni, considerando gli interessi. Josef Martinz la sua parte l’ha fatta, restituendo 6,27 milioni. Dietrich Birnbacher ha versato nel 2019 un acconto di 1,82 milioni e da allora gli vengono trattenuti 13.000 euro al mese non si sa fino a quando. Due funzionari del Land, che avevano concorso all’incasso della tangente senza averne alcun beneficio, hanno versato insieme 109.000 euro.

E Jörg Haider? La morte estingue il reato, ma non l’eventuale debito, che passa agli eredi. Ecco perché ora sono chiamati in causa i familiari del defunto Landeshauptmann, cui vengono chiesti poco meno di 300.000 euro. Il Land Carinzia è intervenuto tramite il suo braccio operativo, la Kärntner Beteiligungsverwaltung, che gestisce le sue partecipazioni azionarie. Pare che sia stato raggiunto un accordo tra l’organo pubblico e i legali degli Haider, ma non si sa su quale importo.

Se le cose stanno così, la storia infinita di Hypo Bank sarebbe davvero finita.

NELLE FOTO, in alto, Jörg Haider e Josef Martinz (all’epoca governatore e vicegovernatore della Carinzia); in basso, la vedova Claudia Haider (al centro), tra le figlie Ulrike (a sinistra) e Cornelia.

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