Cappelli piumati, braghe di cuoio fin sotto il ginocchio, calzettoni bianchi e, naturalmente, il fucile: sono gli Schützen, la milizia territoriale tirolese dai tempi di Andreas Hofer, custode delle tradizioni locali. Un corpo militare che ha prestato effettivamente servizio armato fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, mentre oggi svolge soltanto un ruolo di testimonianza storica, schierando le sue compagnie in occasione di cerimonie, funerali, visite di ospiti illustri, per puntare gli schioppi al cielo e sparare a salve in segno di omaggio.
Un corpo di soli uomini, come vuole la tradizione. Ma anche le tradizioni a volte si adeguano ai tempi. Ormai ovunque le donne sono presenti nelle forze armate e in quelle dell’ordine. Tanto per restare in Austria, al vertice della Polizia della Carinzia c’è una donna. E da oltre 25 anni perfino i Wiener Philharmoniker, pur con qualche resistenza, hanno accolto donne nelle loro file.
Gli Schützen invece no, non ci stanno. Due delle 235 compagnie, di cui è composto il corpo dei fucilieri piumati del Tirolo, avevano proposto in autunno di aprire le porte anche al “gentil sesso”. Il no non era stato immediato. Il vertice del “Bund” (la “lega”) che riunisce gli Schützen del Land aveva deciso di indire un referendum tra i propri membri, che dal 1. dicembre al 15 gennaio hanno avuto modo di esprimere con voto segreto e per posta la loro opinione sulla proposta di ammettere le donne nelle loro formazioni schierate in armi.
La partecipazione al voto è stata del 93%. Lo spoglio delle schede è avvenuto questa mattina è il risultato è stato che l’86,96% si è espresso per il mantenimento dello status quo. Quindi niente donne con cappello piumato e fucile. Le compagnie degli Schützen tirolesi (ce ne sono anche in Alto Adige, in Trentino e in alcune valli del Bellunese, ma il referendum non le ha riguardato) resteranno un dominio maschile. Probabilmente l’unico al mondo “for men only”, accanto a quello della Chiesa cattolica (non di quella protestante, che attualmente in Carinzia è guidata da una donna).
Non che il voto del referendum sia contro le donne – ha tenuto a precisare Thomas Saurer, comandante regionale degli Schützen – ma una conferma della tradizione, una decisione “a favore di compiti e distribuzione di ruoli storicamente riconosciuti”. E, in effetti, le donne non sono escluse dal mondo degli Schützen, anzi – per usare le parole di Saurer – sono “una colonna portante della vita associativa, nel lavoro con i giovani, nell’organizzazione, nell’impegno sociale e in molti altri compiti”. Una “colonna importante”, nel rispetto della “distribuzione di ruoli”. Quelli “storicamente riconosciuti” per le donne tirolesi sono di vivandiere, responsabili del vettovagliamento nelle feste di paese e nella mescita degli schnaps. Cameriere, insomma, come vuole la tradizione.
NELLA FOTO, un picchetto di Schützen di varie compagnie, schierato davanti alla Hofburg, a Vienna, in occasione della visita di Stato del presidente della Repubblica tedesca, Frank-Walter Steinmeier (in completo blu e senza soprabito), con a fianco il presidente austriaco Alexander Van der Bellen e il governatore del Tirolo Anton Mattle.
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