Mercoledì 16 Settembre 2026

Gli austriaci amano festeggiare gli anniversari “tondi”. Nel 2023 hanno celebrato i 200 anni dalla nascita di Anton Bruckner e i 150 da quella di Arnold Schoenberg; lo scorso anno è stata la volta dei 200 anni dalla nascita di Johann Strauss figlio. Li chiamano “Jubiläen”, plurale di “Jubiläum”. Se andiamo indietro nel tempo, troviamo svariati altri “giubilei” dei grandi dell’Austria, da Mozart a Klimt.

Quest’anno viene festeggiato il 170. anniversario della visita che l’allora giovane imperatore Franz Joseph fece al Grossglockner, assieme all’allora giovane imperatrice Elisabetta, detta “Sisi”. Era il settembre del 1856 e il monarca era salito solo da otto anni al trono imperiale, in sostituzione dello zio malaticcio Ferdinando I. La visita al Grossglockner – una vera e propria escursione alpinistica effettuata a piedi, su terreno in parte innevato, fino al luogo dove oggi sorge la “Kaiser Franz Joseph Höhe – era parte di un viaggio attraverso la Carinzia, la Slovenia e la Stiria, che l’imperatore si era ripromesso di fare per conoscere i suoi sudditi.

170 anni non sono proprio un “Jubiläum” tondo tondo. Si sarebbero potuti aspettare i 200 anni. Ma il disastro climatico incombente lascia temere che fra 30 anni la Pasterze, il ghiacciaio sul versante carinziano del Grossglockner, già oggi comatoso, non ci sarà più e avrà lasciato spazio a una conca di sfasciumi non troppo bella da vedere. Forse non ci sarà più nemmeno la “Kaiser Franz Joseph Höhe”, per mancanza di clienti. Da ciò, probabilmente, la decisione di affrettare i tempi, per un giubileo che, inutile nasconderlo, si propone in primo luogo di richiamare turisti. Meglio farlo finché si è ancora in tempo.

Ci ha pensato la Grossglockner Hochalpenstrasse, che non è un’associazione culturale, ma una società per azioni, che gestisce la strada alpina che scavalca i Tauri e le relative strutture. Alla “Kaiser Franz Joseph Höhe” ha inaugurato in giugno una mostra dal titolo “Gipfletreffen Euer Majestäten” (“Incontro al vertice delle Loro Maestà”). Le “Loro Maestà” sono appunto Franz e Sisi, venuti in visita alla Carinzia, con tappa al Grossglockner voluta probabilmente da lui, appassionato di montagna e di caccia.

A quei tempi dovette essere sicuramente un viaggio faticoso (la ferrovia del Semmering era appena stata costruita, ma arrivava soltanto fino a Mürzzuschlag), per i chilometri da percorrere e soprattutto per gli eventi in programma (oltre 60, tra ricevimenti, visite, cerimonie). In questa cornice la camminata fino al ghiacciaio della Pasterze doveva sembrare al monarca quasi uno svago. In una Carinzia ancora selvaggia e priva di infrastrutture turistiche, la coppia imperiale era stata ospitata solitamente in castelli della nobiltà locale. Ma quando Franz e Sisi, il 6 settembre, arrivano ad Heiligenblut, per salire il giorno dopo ai piedi del Grossglockner, devono pernottare nella canonica della parrocchia.

Fu un sonno breve, perché il giorno dopo ebbe inizio già alle 3 del mattino con la celebrazione di una messa. Seguì la marcia verso la montagna – Franz a piedi, Sisi a cavallo – con 118 persone al seguito. L’escursione dell’imperatrice ebbe termine nella zona dove oggi sorge la Glocknerhaus. Le cronache di allora, documentate nella mostra, riferiscono che il riposo di Sisi fu allietato dall’esecuzione di Lieder carinziani.

Franz Joseph, invece, proseguì l’ascensione, con 41 accompagnatori, fino alla lingua della Pasterze. Il ghiacciaio a quel tempo raggiungeva la quota dove oggi si trova la “Kaiser Franz Joseph Höhe”. Possiamo avere solo una pallida idea di quello spettacolo. Attualmente si è costretti a scendere per oltre 300 metri per trovare gli ultimi resti del ghiacciaio morente. Tra poco non resterà più nulla.

NELLA FOTO, due modelli di Dirndl disegnati dal Salzburger Heimatwerk in occasione dell’inaugurazione della mostra e ispirati, così viene spiegato, alla vita di ogni giorno dell’imperatrice “Sisi”. Sullo sfondo, le pendici del Grossglockner.

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