Domenica 11 Ottobre 2026

Sì, è proprio come avevamo scritto il mese scorso: la legge è uguale per tutti, ma per Karl-Heinz Grasser è più uguale che per gli altri. Grasser sta scontando nel carcere di Innsbruck una condanna a 4 anni di reclusione per una tangente di 9,6 milioni di euro incassata nella vendita di 60.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica, al tempo in cui era ministro delle Finanze. Era entrato nella casa di pena il 2 giugno, ma già a fine luglio aveva ottenuto una “licenza” di tre giorni, che gli aveva consentito di lasciare la cella e godersi una vacanza sul Wörthersee, assieme alla moglie Fiona Swarovski e ad altri amici.

Non è passato nemmeno un mese da allora e all’ex ministro è stata concessa nello scorso weekend una nuova “licenza”. Grasser è un volto noto in Austria e anche questa volta molti lo hanno visto circolare al volante della sua Audi verde, targata Kitzbühel.

È normale tutto questo? Anche agli altri reclusi è offerta la medesima possibilità di entrare e uscire dal carcere ogni mese come a Grasser, soprattutto tenendo conto della lunga pena che dovrebbe scontare? In Italia nemmeno ai militari di leva – quando esisteva la leva – le licenze venivano concesse con tanta facilità.

Il legale di Grasser ha dichiarato alla stampa che la legge consente alle direzioni delle carceri di concedere brevi permessi ai detenuti, ma soltanto in determinate circostanze: per occuparsi di impellenti problemi economici o legali, per ragioni di salute, per prestare assistenza ai familiari. E, in effetti, Grasser avrebbe spiegato la sua nuova “vacanza” con la necessità di far visita ai vecchi genitori, che peraltro non sono in fin di vita e non hanno mai ricevuto tante visite dal figlio come da quando è incarcerato.

Dello speciale trattamento riservato all’ex ministro si occuperà anche il Parlamento, alla ripresa autunnale dei lavori. La deputata dei Verdi Agnes-Sirkka Prammer ha presentato una interpellanza alla ministra della Giustizia, Anna Sporrer, in cui si citano l’esperto di diritto penale Helmut Grauper e l’ex procuratore Gerhard Jarosch, i quali hanno espresso la loro perplessità per le uscite dal carcere generosamente concesse a un recluso condannato a una pena detentiva non lieve.

“L’opinione pubblica – si legge nell’interpellanza – ha un legittimo interesse a sapere se simili permessi siano concessi anche agli altri detenuti condannati a pene e per delitti equiparabili (a quelli di Grasser, nda) o se effettivamente le persone che contano godano di un trattamento privilegiato”. Oppure, come scrivevamo in apertura, siano più uguali delle altre.

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