Martedì 19 Maggio 2026

Grand Hotel significa lusso, eleganza, tradizione, cucina stellata. In tutte le grandi metropoli c’è un “grand hotel”, che si identifica con il nome della città che lo ospita. Anche a Vienna c’è un “Grand Hotel Wien”. Si trova sulla Kärntner Ringstrasse, a due passi dall’Opera di Stato. Dispone di 5 ristoranti, due bar, una terrazza panoramica per godersi la città dall’alto, una spa con sauna e bagno di vapore, 12 sale per meeting e la più grande sala da ballo di tutta Vienna. Ah, c’è anche un servizio di lustrascarpe, affinché i danarosi ospiti non siano costretti ad occuparsene da sé.

Oggi l’hotel c’è ancora, ma domani potrebbe non esserci più. In questi giorni, infatti, è stata aperta una procedura fallimentare, su istanza di uno dei creditori. Pare, infatti, che l’hotel non sia più in grado di saldare i suoi conti. Quanti siano i creditori e a quanto ammonti il debito al momento non si sa. Si sa soltanto che il Tribunale fallimentare di Vienna ha nominato curatrice l’avvocata Ulla Reisch e che ha fissato al 12 agosto il termine entro il quale i creditori dovranno farsi avanti per comunicare l’ammontare di quanto ad essi dovuto. Se ne saprà di più il 2 settembre, quando il Tribunale terrà una prima udienza per verificare con il curatore lo stato delle cose e decidere sul da farsi.

La notizia ha colto tutti di sorpresa, ma fino a un certo punto. Il Grand Hotel Wien è una società controllata a sua volta dalla Erste Wiener Hotel Ag, nei cui confronti in maggio era stata aperta una procedura di fallimento. Il maggiore azionista è l’investitore saudita-austriaco Mohamed Bin Iassa Al Jaber. Come ciò sia potuto accadere resta per ora un mistero. Issa Al Jaber è un uomo d’affari il cui patrimonio è valutato in 9 miliardi di dollari. È alla guida di una holding con sede a Londra, che opera in Europa, nel Medio Oriente e negli Stati Uniti.

A Vienna nel 2006 ha acquistato dalle Generali per 70 milioni il Palais Corso, sul Ring. Nel 2007 aveva firmato il contratto di acquisto dell’Hotel Palais Schwarzenberg, rinunciandovi poco dopo perché i progetti di ampliamento andavano per le lunghe. L’acquisto del Grand Hotel risale al 2002: lo aveva avuto dalla compagnia aerea giapponese All Nippon Airways. Subito dopo aveva acquistato anche un palazzo, sede di una banca, per farne l’Hotel The Ring.

Il Grand Hotel ha una storia molto interessante. Fu inaugurato nel 1870, ovvero negli anni in cui si stava completando l’edificazione lungo la Ringstrasse. Vi erano stati previsti solo palazzi istituzionali e residenziali, ma l’imminente Esposizione universale di Vienna aveva posto il problema di creare posti letto a sufficienza per i visitatori che sarebbero giunti da tutto il mondo. Anche il palazzo del Grand Hotel, progettato dall’arch. Carl Tietz, era stato pensato inizialmente come edificio di abitazione, ma assunse ben presto il ruolo di hotel, frequentato dall’aristocrazia asburgica e dall’alta società viennese. Fu qui che il principe ereditario Rodolfo conobbe biblicamente la sua futura amante Maria Vetsera.

Il Grand Hotel rimase hotel fino alla capitolazione del Reich, quando fu trasformato in alloggiamento per i militari dell’Armata Rossa (mentre l’Alto comando sovietico aveva preso alloggio nel vicino hotel Imperial). Quando gli occupanti se ne andarono, lasciarono l’hotel completamente devastato, al punto che si pensò di demolirlo e farla finita. Provvide invece una banca a rimetterlo in sesto e ad affittarlo, del 1957, alla Iaea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, quella stessa che attualmente si sta occupando della centrale nucleare di Zaporizhzhia e dell’uranio arricchito dell’Iran. Quando negli anni ’70 la Iaea si trasferì nella sua nuova sede a Kagran, il palazzo sulla Ringstrasse riacquistò il ruolo di hotel di lusso.

Così fino ai giorni nostri. E così forse anche nei giorni che verranno, se la curatrice fallimentare troverà un acquirente. Se lo augurano gli operatori turistici di Vienna, che considerano la chiusura del Grand Hotel una grave perdita per la capitale austriaca. E se lo augurano anche i 216 dipendenti attualmente in servizio.

 

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