Venerdì 13 Febbraio 2026

Un ex alto funzionario della Polizia italiana va a Gerusalemme e, con sua grande sorpresa, vi scopre un caffè Trieste. Sì, proprio un caffè che porta il nome del capoluogo giuliano. Anzi, per essere precisi, si chiama “Café Triest”, come si direbbe in Austria, perché si trova all’interno dell’Österreichisches Hospiz zur heiligen Familie, l’Ospizio austriaco della Sacra famiglia, fondato nel 1854 a Gerusalemme dall’arcivescovo di Vienna, su richiesta dell’imperatore d’Austria, Francesco Giuseppe, in un periodo segnato dal declino dell’impero ottomano.

Da allora sono passati oltre 170 anni, ma l’ospizio esiste ancora. Si trova lungo la via Dolorosa, nel cuore della città vecchia, è sempre di proprietà austriaca e continua a svolgere servizio di accoglienza ai pellegrini austriaci in Terrasanta. Al pianterreno si trova una caffetteria concepita come un Kaffeehaus viennese, dove tradizione e cucina mitteleuropea sono rimaste intatte nel tempo. Vi si possono ordinare Wiener Schnitzel, Strudel e torta Sacher. In attesa di essere serviti si possono leggere giornali in lingua tedesca. Il conto lo si paga in euro, perché l’”Ospiz” è un lembo d’Europa in Medio Oriente.

Porta il nome “Triest”, perché nel 1854 quello era il porto dell’impero asburgico, luogo di incontro tra culture differenti e di imbarco per i pellegrini diretti a Gerusalemme. Francesco Giuseppe ne fu ospite un paio di giorni nel novembre del 1869, durante il suo viaggio per le celebrazioni per l’inaugurazione del canale di Suez. Era dal tempo delle crociate che un monarca europeo non metteva piede a Gerusalemme.

Ne riferiamo qui oggi per annunciare, su segnalazione del Consolato onorario d’Austria a Trieste, una conferenza di Giuseppe Colasanto, l’ex alto funzionario di Polizia di cui sopra, proprio sul “Café Triest”. L’appuntamento è per mercoledì 11 febbraio, alle 18, nell’Antico Caffè San Marco di Trieste. Il titolo è “Un angolo europeo a Gerusalemme”.

NELLA FOTO, un angolo del Café Triest di Gerusalemme, con i divani in velluto rosso e i tavolini con il ripiano di marmo.

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