Mercoledì 22 Maggio 2024

20.10.17 Kuchl (Hallein, Tennengau), via del centroLa segnalazione più recente arriva di Sölden, nella Ötztal tirolese, dove oggi si disputerà la prima gara di sci della prima tappa di Coppa del mondo. Casi di Coronavirus sono stati registrati in due squadre nazionali, una delle quali è quella della Svezia (il Paese diventato famoso per aver affrontato la pandemia senza lock-down, sopportando così un numero sei volte superiore di decessi rispetto a tutti i Paesi scandinavi confinanti messi insieme). L’allarme è alto, anche se si assicura che le gare non saranno sospese.

Il giorno prima il governo austriaco, su indicazione dell’apposita “Corona-Kommission”, aveva dichiarato “zona rossa” (quindi a rischio elevato di contagio) quattro aree del Paese (tra queste la città di Innsbruck) e il Land del Salisburghese aveva posto in quarantena il comune di Kuchl (nella foto), nel Tennengau. I provvedimenti decorrono da oggi.

Da oggi, dunque, a Kuchl non si entra e non si esce. Pattuglie di polizia controllano le strade di accesso. Sono ammesse eccezioni per chi lavora nel campo sanitario, per il trasporto di generi alimentari, per la raccolta rifiuti, per i servizi di soccorso. Tutti chiusi i ristoranti e i bar. Kuchl ricorda molto lo scenario di Codogno in marzo, con la differenza che in questa piccola località gli abitanti sono 7.400.

I provvedimenti presi finora sono soltanto un assaggio di quelli che stanno per arrivare e che saranno decisi lunedì, dopo una videoconferenza tra governo e Länder (corrisponde alle nostre conferenze Stato-Regioni). Ci sarà una conferenza stampa del cancelliere Sebastian Kurz, affiancato da quello che ormai è da tutti conosciuto come il “Corona-Quartett”, ovvero il vicecancelliere Werner Kogler, il ministro della Salute Rudolf Anschober e quello degli Interni Karl Nehammer.

È saltata invece la conferenza stampa settimanale del venerdì, quella che serve e comunicare le decisioni assunte il giorno prima dalla “Corona-Kommission”. Inutile tenerne una, senza poter annunciare alcun provvedimento ai giornalisti, quando ce ne sarà un’altra lunedì, dove si deciderà il destino dell’Austria in questa seconda ondata di Covid-19. Si prevede che in quella sede saranno comunicate nuove, drastiche misure per combattere il diffondersi del virus. Quali non si sa. Dalla cancelleria federale non è trapelata alcuna anticipazione, anche per rispetto nei confronti dei Länder, con cui se ne dovrà discutere lunedì.

Quel che è certo è che l’Austria sta assistendo a una crescita esponenziale dei contagi. La Johns Hopkins University misura il tasso di crescita delle infezioni nell’arco di 15 giorni. Tra il 1. e il 15 ottobre in Italia è stato del 17,5%, mentre in Austria del 31,8% (per un confronto, in Germania è stato del 16,5%, in Francia del 39,1%, in Gran Bretagna del 42,1%, in Slovenia del 69,4%, in Cechia dell’87,6%, in Slovacchia del 103,8%).

Un altro parametro di valutazione è l’incidenza del contagio negli ultimi sette giorni, rapportato a 100.000 abitanti. La media austriaca è di 90, ovvero 90 nuovi contagi per 100.000 abitanti. A Vienna il numero sale a 152, mentre a Kuchl è esploso a 1126.

È questa la ragione per cui il piccolo comune è stato isolato dal resto del mondo. Il provvedimento non è stato preso dal governo di Vienna, ma dal Land del Salisburghese, cui il ministero della Salute aveva fornito i dati sull’emergenza. “La situazione ci è sfuggita di mano – ha ammesso il governatore Wilfried Haslauer (Övp) – Qui non si tratta più di un focolaio, il virus sta contagiando tutte le famiglie e si diffonde in tutti gli strati della popolazione. Ci sentiamo costretti ad assumere questo grave provvedimento per impedire uno sviluppo peggiore”.

Parole forse ragionevoli, ma non convincenti per tutti. Il Land del Salisburghese è governato da un’alleanza tra Övp e Neos e questa secondo partito non ha condiviso la decisione che Haslauer, evidentemente, ha preso di sua iniziativa, indotto forse dall’urgenza della situazione. E anche a Kuchl nonl’hanno presa bene. Il sindaco Thomas Freylinger, dell’Övp come Haslauer, ha criticato duramente il suo Landeshauptmann, mentre la popolazione è in subbuglio e minaccia di non rispettare l’ordinanza di chiusura del paese.

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