Sabato 14 Febbraio 2026

Il j’accuse alle destre sovraniste ed euroscettiche viene questa volta da un personaggio di rango, niente meno che da Karl von Habsburg-Lothringen, Carlo d’Asburgo-Lorena (nella foto), figlio primogenito di Otto d’Asburgo, a sua volta primogenito dell’ultimo imperatore d’Austria e re d’Ungheria, anche lui di nome Carlo, come il nipote. In quanto primogenito, Karl von Habsburg è anche capo del casato che per 640 anni ha regnato in Austria.

In questa sua veste tiene ogni anno un “discorso sul futuro dell’Europa”, come farebbe un capo di Stato. Questa volta Carlo il discorso lo ha pronunciato, in occasione del suo 65. compleanno, nella celebre villa che fu di Otto Wagner, a Vienna-Penzing. Un discorso sui focolai di crisi nel mondo attuale, sulla nuova Strategia per la sicurezza nazionale (ne avevamo riferito l’11 dicembre 2025) pubblicato da Donald Trump ai primi di dicembre e sul sostegno degli Usa, che lui giudica evidente, alle forze antieuropee.

Quali forze? L’erede della dinastia degli Asburgo cita esplicitamente il gruppo al Parlamento europeo dei “Patrioti per l’Europa”. Non si tratta di “patrioti – dice – ma in parte di brutali nazionalisti”. Il concetto di questi partiti si baserebbe sull’annullamento dell’intesa europea e su un suo ridimensionamento a pura collaborazione tra governi, senza istituzioni comuni. Molti dei partiti aderenti al gruppo, inoltre, sarebbero “in qualche modo legati a Putin”. “Essi sono la nuova quinta colonna di Mosca (la vecchia, di epoca comunista, esiste ancora) e commettono perciò un doppio tradimento: contro il proprio Paese e contro l’Europa”.

Dall’Europa all’Ucraina. “Attualmente – ha proseguito Carlo – la più grande minaccia per l’Europa è rappresentata dalla guerra di sterminio che Mosca conduce da anni contro l’Ucraina… Una guerra che punta alla distruzione di uno Stato e di un popolo e contemporaneamente si sforza di ottenere una spaccatura dell’Europa, per poterla dominare più facilmente”. Per queste considerazioni Carlo, in veste di presidente onorario dell’Unione Paneuropea, ha chiesto il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina, le riparazioni da parte della Russia e un cambio di regime a Mosca. Il caso Putin dovrebbe essere discusso davanti a un Tribunale internazionale per crimini di guerra.

Ma Carlo non ha risparmiato critiche nemmeno ai vertici dell’Unione Europea, evidenziando i difetti principali, a suo avviso, della sua politica. “Quando gli stessi politici che un tempo hanno promosso il Green Deal e il Supply Chain Act, con la stessa veemenza ora fanno marcia indietro, dovendo fare i conti con la realtà, è ovvio che abbiamo un problema di personale politico”, ha dichiarato.

Alla luce della guerra russa contro l’Ucraina e l’Europa, delle attività contro il sistema di valori occidentale, delle minacce del presidente degli Stati Uniti alla Danimarca per la Groenlandia, nonché degli sviluppi in Venezuela e Iran e della “politica estera aggressiva” della Cina, combinata con una “politica economica volta alla dipendenza”, Carlo si è rivolto al suo uditorio con una citazione biblica: “Non abbiate paura”. E ha sottolineato: “Non rifiutiamo, ma piuttosto, come europei, affrontiamo le sfide responsabilmente”.

Era inevitabile che il “discorso sul futuro dell’Europa” suscitasse reazioni vivaci nei “patrioti”, almeno in quelli austriaci dell’Fpö (degli altri, da Salvini a Orban, a Le Pen non si hanno notizie). Norbert Hofer – nel 2016 candidato alla presidenza della Repubblica dall’Fpö – ha abbandonato l’Ordine di San Giorgio, di cui Carlo d’Asburgo è il gran maestro e di cui era stato insignito qualche anno fa. Il presidente del Parlamento, Walter Rosenkranz, si è limitato a dichiarare che “Carlo Asburgo si sbaglia di grosso”. La reazione più pesante è venuta dal consigliere regionale viennese Leo Lugner, che si è chiesto “se gli incesti secolari della sua (di Carlo) cerchia autocratica non sia la ragione di questi insulti incoerenti contro la maggiore forza democratica del Paese”.

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