La storia di Austrian Airlines (Aua) ha molto in comune con quella di Alitalia. Erano entrambe “compagnie di bandiera”, come si diceva un tempo, ed entrambe con una voragine di debiti nel bilancio. Austrian Airlines si affidò a Lufthansa, che la salvò dalla bancarotta. Non fu più la “bandiera” dell’Austria, ma conservò il nome, la livrea e l’hub di Vienna, che rimase base di partenza per i collegamenti con l’Est Europa.
Alitalia non fu altrettanto fortunata. Stava anch’essa per essere ceduta (e salvata) da Air France-Klm, ma il governo di Silvio Berlusconi di allora (eravamo nel 2008) preferì affidarla a una cordata di imprenditori italiani, passati alla storia come “capitani coraggiosi”. Che erano coraggiosi, ma non tanto da salvarla.
Conosciamo tutti le vicende successive di Alitalia, un po’ meno quelle di Austrian Airlines, salvo che quest’ultima fu rapidamente risanata e rilanciata da Lufthansa (come aveva già fatto prima con Swissair). Dopo quasi vent’anni, tuttavia, Aua sta manifestando attualmente segni di sofferenza. Ha chiuso in rosso il primo semestre del 2026 e deve correre ai ripari.
Non si tratta di una crisi strutturale, tuttavia, ma di difficoltà contingenti nel far quadrare i conti dovute a fattori esterni, soprattutto alla guerra voluta da Donald Trump in Iran, che ha fatto aumentare il prezzo del kerosene, mandando in rosso il bilancio semestrale della compagnia aerea. Da ciò la necessità di correre ai ripari, cancellando il collegamento Vienna-Graz, che peraltro era deficitario da anni. Chi perde tempo per andare da Vienna all’aeroporto di Swechat, attendere al check-in, imbarcarsi per atterrare alla periferia di Graz, quando in auto impiega quasi lo stesso tempo? E chi userebbe quel volo tra qualche anno, quando, completato il tunnel di base del Semmering, si arriverà in treno da Vienna a Graz in 1 ora e 50 minuti?
Il collegamento Vienna-Graz cesserà il 23 ottobre, con l’entrata in vigore dell’orario invernale. Non si esclude che possa essere reintrodotto in futuro, se le crisi internazionali saranno rientrate. Il volo è importante non tanto per collegare le due città, quanto per collegare Graz all’hub di Schwechat, da cui decollano voli per Monaco, Francoforte, Zurigo e altre destinazioni.
Con le misure adottate, Aua conta di chiudere i conti di fine anno in attivo. Conta farlo grazie alla crescita delle entrate, salite del 4% rispetto al 2025, con un incasso di 1,2 miliardi. Il numero dei passeggeri è salito a 7 milioni (+6%). E la domanda in estate è apparsa in crescita.
[Foto APA/Max Slovencik]
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