L’Austria civile si mobilita per l’Ucraina. Lo fa accogliendo l’appello lanciato da “Nachbar in Not”, che da quando è incominciata la guerra scatenata da Putin, è presente in quel Paese con un migliaio dei suoi volontari.
“Nachbar in Not” letteralmente vuol dire “vicino nel bisogno”. Il motto, che si richiama al “prossimo” del Vangelo, identifica una fondazione nata 1992 dall’intesa tra l’Orf (emittente radiotelevisiva pubblica), la Croce rossa, Care Österreich (organizzazione non governativa che interviene in caso di catastrofi naturali), Diakonie Österreich (organizzazione di aiuti della Chiesa evangelica), il servizio ospedaliero dell’Ordine di Malta, la Volkshilfe Österreich (organizzazione interconfessionale che presta aiuti in campo sanitario e sociale), l’Hilfswerk International (servizi sociali), l’Arbeiter Samariten Bund (interventi di soccorso sanitario e trasporto di ammalati).
Dalla sua fondazione “Nachbar in Not” ha portato aiuti in quasi tutti i Paesi del mondo colpiti da guerre o catastrofi naturali, dalla Bosnia al Darfur, dalle isole dell’Oceano Indiano devastate dal terremoto del 2004 ad Haiti (terremoto del 2010), dalle alluvioni in Pakistan nello stesso anno alla Somalia, all’Etiopia, al Kenia. Nei suoi primi vent’anni “Nachbar in Not” è riuscita a raccogliere 199 milioni di euro, con cui ha portato il suo aiuto ai disperati del mondo.
Dal febbraio 2022 “Nachbar in Not” è presente in Ucraina. “Qui la situazione è drammatica – ha dichiarato Andreas Knapp, presidente della fondazione e segretario generale del programma internazionale della Caritas Austria – Il nostro obiettivo è garantire adesso il nostro aiuto alla popolazione e in seguito, se possibile, ampliarlo. Poiché purtroppo è chiaro: con l’inizio della guerra sono aumentate le necessità e il bisogno di aiuti”.
L’appello di “Nachbar in Not” ha questo scopo. Qui la pagina web per effettuare una donazione.
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