Sabato 14 Febbraio 2026

Dei cinque Paesi che ieri, al Consiglio dell’Unione europea, hanno votato contro l’autorizzazione alla firma dell’accordo Ue-Mercosur, uno è l’Austria. Lo ha fatto – così ha spiegato l’ambasciatore che la rappresentava alla riunione – per un impedimento “tecnico”: nel 2019 il Parlamento di Vienna aveva approvato una mozione contro l’accordo e quella mozione andava rispettata. Si tratta, evidentemente, di una foglia di fico, dietro la quale si celano le divisioni sulla questione presenti trasversalmente in quasi tutti i partiti.

Emblematico il caso dell’Övp, il Partito popolare, che attualmente esprime il cancelliere. Come un tempo da noi la Democrazia cristiana aveva al suo interno anime differenti, lo stesso accade anche nell’Övp, che è la “democrazia cristiana” austriaca. Non si tratta semplicemente di correnti, ma di veri e propri gruppi di pressione istituzionalizzati, che fiancheggiano il partito.

Sono sei. Uno dei sei è il Wirtschaftsbund, che rappresenta il mondo delle imprese e della produzione, ovviamente favorevole al Mercosur: l’Austria è un Paese con vocazione all’export e l’annullamento quasi completo dei dazi aprirebbe alle aziende austriache un mercato di 260 milioni di consumatori. I vantaggi sono più che evidenti. Dall’altra parte il Bauernbund, la lega degli agricoltori, che in Austria, come in Francia e in Italia, vede l’apertura al mercato sudamericano come il fumo negli occhi.

Entrambi i “Bund” contano. Molti deputati ed eurodeputati sono stati eletti grazie ai voti procurati loro dalle due “leghe”. Di conseguenza il vertice del partito si trova imbarazzato a prendere una posizione. Questo spiega come mai ieri a Bruxelles il rappresentante dell’Austria abbia negato il suo voto all’accordo, schierandosi al fianco di Francia, Polonia, Ungheria e Irlanda, mentre il capogruppo dell’Övp all’Europarlamento, Reinhold Lopatka, abbia invece salutato con entusiasmo l’approvazione del via libera all’accordo, definendolo “un passo importante”.

Dunque dobbiamo prendere atto che al “no” dell’Austria espresso ieri nel Consiglio europeo non corrisponde necessariamente un voto contrario dei deputati austriaci nell’Europarlamento, quando l’accordo Ue-Mercosur dovrà essere ratificato. Nel gruppo dell’Övp alcuni, come il capogruppo Lopatka, voteranno a favore, altri contro o si asterranno.

E negli altri partiti austriaci qual è l’orientamento. Per alcuni la risposta è certa: Neos (liberali di centro) è convintamente a favore del Mercosur; Fpö (estrema destra sovranista) e Verdi sono contrari. Roman Haider, eurodeputato dell’Fpö, ritiene che “con l’accordo con il Mercosur la Commissione europea metta in gioco l’esistenza dei nostri agricoltori”, mentre Thomas Waitz, eurodeputato verde, parla addirittura di “accordo tossico”, che obbliga le aziende agricole a sacrificarsi in favore dell’allargamento del mercato delle auto e dell’industria chimica. L’Spö (Partito socialdemocratico) è sempre stato critico nei confronti dell’accordo, ma finora non ha aperto bocca sul voto di ieri. Non sappiamo, pertanto, come si comporterà e come si comporteranno i sui deputati a Bruxelles.

Per quanto riguarda le organizzazioni non politiche, del Wirtschaftsbund (a favore) e del Bauernbund (contrario) abbiamo già detto. La Wirtschaftskammer (camera dell’economia, cui aderiscono tutte le imprese austriache) non si è ancora espressa (i suoi vertici stanno attraversando una fase turbolenta), ma ha fatto sentire la sua voce l’ex presidente Christoph Leitl, che ha commentato positivamente il risultato di ieri, con cui “l’Europa ha lanciato una sfida a Trump e a Xi”. Si è anche congratulato “per questo fenomenale segno di vita di un’Europa data per morta”.

Naturalmente positivo il giudizio dell’Industrielle Vereinigung (la Confindustria austriaca), per la quale il voto di ieri ha fatto tirare “un sospiro di sollievo”. “Il Mercosur – ha dichiarato il presidente Georg Knill – è stato ben negoziato e rappresenta un importante impulso per la nostra economia. Il governo austriaco avrebbe dovuto inviare un segnale per rafforzare le nostre esportazioni e lo sviluppo economico complessivo, invece di ignorare le opportunità e nascondersi dietro una vecchia decisione parlamentare (il riferimento e alla mozione approvata nel 2019)”.

Severe critiche sono giunte invece da Greenpeace, che ha sollecitato gli eurodeputati austriaci a bocciare l’accordo, quando sarà sottoposto al loro voto. Critiche anche da Attac, secondo cui l’Unione europea con l’accordo Mercosur avrebbe sacrificato il clima e la tutela ambientale agli interessi delle multinazionali.

NELLA FOTO, protesta di agricoltori davanti al Parlamento di Vienna.

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