Essere un personaggio pubblico, che tutti conoscono, alle volte è gratificante, alle volte è un guaio. Perché sei sempre esposto al controllo e al giudizio di tutti e non puoi farla franca. Ne sa qualcosa Norbert Hofer, il politico dell’estrema destra sovranista austriaca, che anche gli italiani forse ricordano, perché nel 2016 era stato protagonista di un estenuante duello elettorale durato quasi un anno per la carica di presidente della Repubblica. Alla fine ce l’aveva fatta il suo avversario, Alexander Van der Bellen, già leader dei Verdi, che è tuttora Capo dello Stato.
Hofer l’altra sera stava rientrando dalla Stiria alla guida della sua Audi, diretto a casa a Pinkafeld, nel Burgenland, subito al di là del confine tra i due Länder. Era ubriaco fradicio. Al successivo alcoltest risulterà positivo, con un tasso alcolemico del 2,48 per mille (cinque volte superiore alla soglia massima consentita dello 0,5, come in Italia). Difficile guidare in quelle condizioni. A un certo punto sbanda, sfiora la barriera spartitraffico, invade la corsia opposta e per poco non finisce in un fosso. Si riprende dallo spavento e prosegue il viaggio verso casa.
Ma ecco il guaio di essere conosciuto da tutti. Un automobilista che lo seguiva assiste alla scena e avverte la polizia, temendo che lo sconsiderato automobilista provochi altri incidenti. Gli agenti raggiungono Hofer quando è ormai arrivato a casa. È ancora in piedi accanto alla sua Audi. Secondo fonti di stampa, il politico si sarebbe rifiutato inizialmente di sottoporsi all’alcoltest e avrebbe dichiarato di non essere stato lui alla guida del veicolo.
Nonostante le sue dichiarazioni, la patente di guida di Hofer è stata temporaneamente revocata. Secondo la legge austriaca, il rifiuto di sottoporsi al test dell’etilometro comporta le stesse conseguenze amministrative di un reato grave legato all’abuso di alcol. Tra le conseguenze previste figurano la sospensione della patente di guida per almeno sei mesi, multe salate, una valutazione psicologica del comportamento alla guida e un corso di riqualificazione obbligatorio.
Messo alle strette, Hofer ha dovuto ammettere di aver guidato in stato di ebrezza. E, come fanno in casi del genere tutti i politici, ha dichiarato all’agenzia di stampa Apa: “Mi dispiace. Non ho mai commesso un errore simile prima d’ora e, naturalmente, accetterò tutte le conseguenze che le autorità mi imporranno in merito”.
Conseguenze amministrative e forse penali, ma l’Spö (Partito socialdemocratico) ne ha preteso subito anche conseguenze politiche: le dimissioni dal Landtag del Burgenland, di cui Hofer è attualmente consigliere. “Chiunque si metta al volante con un tasso alcolemico del due e mezzo per mille, soprattutto in una delle ore di punta della settimana, agisce con la massima irresponsabilità, mettendo in pericolo la vita degli altri utenti della strada e non ha posto nella sfera pubblica”.
La guida in stato di ebrezza ha una lunga tradizione nell’Fpö. I socialdemocratici, che chiedono le dimissioni di Hofer, ricordano nella stessa nota che in maggio al deputato dello stesso partito Peter Schmiedlechner era stata revocata la patente di guida per la seconda volta, senza nessuna conseguenza politica. E come non ricordare Jörg Haider, il leader massimo dell’Fpö, schiantatosi a Lambichl contro la colonnina di un idrante, mentre ubriaco guidava a folle velocità la sua Volkswagen Phaeton?
Per Norbert Hofer, peraltro, le conseguenze politiche ormai contano poco. Alla scadenza del mandato consiliare si sarebbe ritirato comunque a vita privata. Il momento di gloria lo aveva vissuto nel 2016, con la candidatura alla presidenza della Repubblica. Successivamente era stato ministro dei Trasporti nel primo governo Kurz. Dopo lo scandalo di Ibiza, che aveva travolto il suo partito e costretto il segretario Karl Heinz Strache alle dimissioni, aveva assunto per qualche tempo la guida del partito. Lui era il “poliziotto buono” dell’Fpö, quello più presentabile e con cui anche le opposizioni riuscivano a dialogare. Ben presto, però, era stato scalzato da Herbert Kickl, il “poliziotto cattivo”.
Da quel giorno si era ritirato nel suo Burgenland, diventando capogruppo dell’Fpö nel consiglio regionale. Sul finire dello scorso anno aveva rinunciato anche a quel ruolo, restando semplice consigliere.
[Foto APA Hans Klaus Techt]
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