Fatta la legge, trovato l’inganno. Stiamo parlando dei registratori di cassa introdotti in Austria per legge nel 2017 per negozi ed esercizi pubblici, per contrastare l’evasione fiscale di commercianti ed esercenti. Disponevano e dispongono di un software di sicurezza (chiamato Tse, Technische Sichercheitseinrichtung) che avrebbe dovuto impedire qualsiasi manipolazione: tutto ciò che si digitava sulla tastiera della cassa veniva trasmesso in tempo reale al fisco.
Dalla scorsa settimana si è scoperto che non sempre andava così. Nel corso di una cinquantina di perquisizioni in altrettanti ristoranti di Vienna, della Bassa Austria, della Stiria e del Burgenland si è scoperto che altrettanti registratori di cassa erano stati manipolati, con l’introduzione di un software che consentiva di nascondere al fisco parte degli incassi.
Per il momento gli indagati con l’accusa di truffa ai danni dello Stato ed evasione fiscale sono 20 ristoratori, tra questi alcuni nomi noti della gastronomia austriaca (quelli che noi chiameremmo “chef stellati”, con riferimento alle stelle Michelin, ma che in Austria sono insigniti piuttosto dei “cappelli” da cuoco della guida Gault-Millau). Alcuni di essi gestiscono più locali. Ma il numero potrebbe crescere notevolmente.
L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia di altri ristoratori, rispettosi delle norme fiscali, irritati dalla concorrenza sleale di colleghi che invece frodavano lo Stato. Per questo gli investigatori confidano che denunce simili possano arrivare ora anche da altri Länder dell’Austria.
La truffa andava avanti da alcuni anni. Per il momento l’evasione accertata ammonta a circa 5 milioni di euro, che però potrebbero diventare molti di più. I registratori di cassa ispezionati nel corso delle perquisizioni erano dotati di un software che consentiva di cancellare a posteriori gli incassi. I titolari se ne servivano per quelli effettuati in contanti, sui quali il fisco non aveva alcuna possibilità di verifica. A conferma, verrebbe da dire, che il contante facilita l’evasione.
Il principale tra gli indagati è il “genio” che ha elaborato il software per manipolare i registratori. Interrogato dagli inquirenti, ha reso piena confessione. È stato lui a spiegare come funzionasse il sistema ed è possibile che sempre lui possa ora fornire al fisco l’elenco di altri ristoratori che potrebbero averne beneficiato.
L’obbligo del registratore di cassa fu introdotto in Austria nel 2017 per le aziende con un volume di affari annuo superiore ai 15.000 euro o con un incasso in contanti superiore ai 7.500 euro. Già l’anno prima era stato introdotto lo scontrino fiscale. Le due misure avevano immediatamente determinato un aumento del gettito fiscale stimato in 2 miliardi di euro, che fino ad allora, evidentemente, veniva evaso.
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