Da quasi 170 anni la ferrovia del Semmering unisce la Bassa Austria alla Stiria. Il nucleo centrale dell’opera, quello che scavalca il rilievo montuoso del Semmering, arrampicandosi fino a quasi 900 metri di altitudine, è propriamente tra le stazioni di Gloggnitz (in Bassa Austria) e di Mürzzuschlag (in Stiria). Un tracciato reso tortuoso dalla morfologia della regione, tanto che per superare una distanza in linea d’aria di 21 chilometri i binari ne percorrono 42. Il doppio.
Quando l’opera fu realizzata, fu considerata un capolavoro dell’ingegneria ferroviaria di montagna. Per consentire di superare la barriera del Semmering furono necessari – soprattutto nel versante in Bassa Austria – 14 tunnel, 16 viadotti (alcuni a doppia arcata) e un centinaio di ponti. Il suo progettista, Carlo Ghega, di Venezia, ebbe dall’imperatore il titolo di barone e da allora sui documenti figura come Karl von Ghega. Dal 1998 la storica ferrovia del Semmering è iscritta nel patrimonio mondiale dell’Unesco.
Domenica 9 dicembre 2029 sarà aperto al traffico ferroviario, passeggeri e merci, il nuovo tunnel di base del Semmering, che manderà in pensione la vecchia ferrovia di Ghega. Ma non completamente. I treni locali, a servizio soprattutto dei lavoratori pendolari, continueranno a viaggiare sull’antico tracciato, per cui non c’è il rischio che possa essere dismesso.
Avevamo avuto conferma, a suo tempo, dalla portavoce delle Öbb (le Ferrovie austriache), ma più che le parole, contano i fatti. Da alcune settimane sono stati avviati lavori di manutenzione dei viadotti e delle stazioni lungo il percorso. Del resto, una ferrovia come quella del Semmering, la più alta ferrovia di montagna al mondo, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, non può essere smantellata. È un pezzo di storia dell’Austria.
[Foto Öbb/Franz Zwickl]
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