Domenica 11 Ottobre 2026

Al Belvedere 21 – succursale del Museo del Belvedere di Vienna dedicata alla contemporaneità – si sta facendo in questi giorni la “prova generale”. Si intitola così, “Stellprobe”, la mostra in corso, prendendo in prestito un linguaggio che appartiene al teatro. La prova generale è, infatti, quella in cui si prova di nuovo, per l’ultima volta uno spettacolo, ma lo si fa come se si fosse già alla sera della prima, con i costumi, le luci, le scenografie reali.

Oltre 150 opere d’arte sono state riunite per una “prova generale”: un allestimento sperimentale e intuitivo, che rivela nuove relazioni tra le opere. Il titolo è stato suggerito dall’artista viennese Heimo Zobernig, originario di Mauthen, il paese carinziano subito al di là del passo di Monte Croce Carnico. L’ampia mostra occupa il piano terra, il primo piano, il cinema Blickle e il giardino delle sculture ed è dedicata alle acquisizioni e alle donazioni degli ultimi dieci anni: come una rassegna, uno sguardo sulla strategia di acquisizione e un progetto provvisorio per un possibile museo del futuro. In questo modo il Belvedere 21 si presenta non solo come luogo di conservazione, ma anche come luogo di contemporaneità, di continuo sviluppo della storia dell’arte e della produzione artistica.

“La raccolta – dice Stella Rollig, direttrice del Belvedere – è uno dei compiti centrali di un museo: ciò che entra a far parte di una collezione oggi contribuisce a determinare quale arte, quali persone e quali storie saranno preservate per le generazioni future. La mostra offre uno sguardo su questo lavoro, che è anche un mandato pubblico, e si propone come un’anticipazione del futuro di una collezione in continua crescita”. “Stellprobe” presenta la collezione non come un sistema chiuso, ma come una struttura aperta. L’accostamento di opere di epoche, contesti e tecniche diverse all’interno della suggestiva scenografia di Heimo Zobernig apre nuove connessioni e sorprendenti interpretazioni, secondo Luisa Ziaja, curatrice capo e responsabile delle collezioni del Belvedere.

La raccolta è una funzione fondamentale per un museo e costituisce l’identità di ogni istituzione. Guidato dal profilo del Belvedere, che si propone di presentare l’arte austriaca in un contesto internazionale, e dal suo obiettivo programmatico, che include una nuova prospettiva sulla storia dell’arte, il patrimonio di opere di ogni epoca viene costantemente arricchito e ampliato. L’esposizione comprende pale d’altare medievali dei primi del XVI secolo e opere storiche di epoche successive, fino all’arte contemporanea, il settore in più rapida crescita della collezione.

La mostra si concentra sulla presenza di artiste donne del XIX e dei primi del XX secolo, nonché su altre figure precedentemente sottorappresentate. Tra queste ultime vi si trovano rappresentanti dell’avanguardia femminista e artiste che affrontano il tema dell’esperienza migratoria. Le opere esposte sono tanto diverse quanto i periodi in cui sono state create: da dipinti e sculture a disegni, fotografie, video e installazioni sonore, la mostra spazia su un’ampia gamma di opere, offrendo al contempo un’istantanea frammentaria della collezione del museo e una testimonianza del valore delle opere d’arte, la cui conservazione il museo si impegna a garantire per le generazioni future.

Negli ultimi dieci anni, circa 2.500 opere sono entrate a far parte della collezione del Belvedere tramite acquisizioni e donazioni. “Stellprobe” rende visibile questo sviluppo e apre nuove prospettive sull’arte storica e contemporanea. Sono inclusi anche prestiti selezionati dalla Biblioteca federale di prestito d’arte (Arthotek des Bundes) e dalla Fondazione Ludwig.

Allestimento a cura di Stella Rollig e Luisa Ziaja, con l’assistenza di Johanna Hofer e Katarina Lozo.

[Contributo del Museo del Belvedere – Foto Johannes Stoll]

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