Una buona parte degli italiani – certamente non i lettori di questo blog – stenta a distinguere tra tedeschi e austriaci. Sono tratti in inganno dal fatto che parlino la stessa lingua. Succede così che stereotipi sul cittadino tedesco vengano trasferiti anche su quello austriaco e viceversa. Peccati veniali, si dirà, dovuti a scarsa conoscenza della storia e soprattutto della geografia, che ora si vorrebbe addirittura eliminare dai piani di studio scolastici. Non sono peccati veniali, invece, quando commessi da chi avrebbe l’obbligo di essere informato. Non sono peccati veniali soprattutto quando commessi da giornalisti, che avrebbero il dovere primario di informare correttamente i loro lettori.
Che dire allora dello svarione di Massimo Giannini, editorialista di Repubblica e già direttore de La Stampa? Nella sua rubrica “Circo Massimo”, apparsa ieri nell’inserto di Repubblica “Affari e finanza”, ha dimostrato di non avere la minima idea di cosa sia la Germania, di cosa sia l’Austria e di cosa sia stato l’Impero austro-ungarico.
Il tema trattato era l’acquisizione della tedesca Commerzbank da parte di Unicredit e gli ostacoli frapposti da parte tedesca. Titolo: “Lo shopping italiano che irrita i tedeschi”. Giannini ricorda con soddisfazione “quello che dicevano di noi i virtuosi teutoni all’epoca del Club Med e dei Pigs, dei quali l’Italietta era a pieno titolo regina”. La sigla Pigs suonava allora e suona ancor oggi irritante. Sta per Portogallo-Italia-Grecia-Spagna, ossia i Paesi “cicala” e “sperperoni” del Mediterraneo, che sarebbero vissuti sulle spalle dei nordici, frugali e produttivi. Ma “Pigs” in inglese significa anche “maiali”.
Scrive Giannini: “Adesso proprio noi, i ‘maiali’ di un tempo, osiamo trattare l’ex impero austro-ungarico da ‘colonia’?”. L’ex impero austro-ungarico? Che c’entra? Che c’entra l’impero e che c’entra la Repubblica austriaca che è succeduta a quell’impero? Commerzbank è una banca tedesca. Tedesca di Germania, verrebbe da dire, per chiarire le idee a chi le idee chiare non ha. E la Germania è uno Stato, mentre l’Austria è un altro Stato. Era uno Stato diverso e autonomo ai tempi dell’impero e lo è anche oggi.
Per fortuna i giornali – come questo blog – hanno la vita breve. Sono “effimeri”, che nel greco da cui deriva la parola significa che “durano un solo giorno”. Domani non ne parlerà più nessuno. Ma i danni resteranno. Quanti già credevano che austriaco fosse sinonimo di tedesco, saranno confermati nella loro convinzione dalla firma di un autorevole giornalista. Una ragione in più per continuare a scrivere per questo blog, il cui obiettivo primario è proprio quello di aiutare i lettori ad evitare errori come quello commesso dall’editorialista di Repubblica. Dal 2009 a oggi abbiamo scritto 6.380 articoli. Ne serviranno ancora tanti altri.
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