Sabato 13 Luglio 2024

21.12.15 Vienna, corona di luci sì-vaxLe manifestazioni di protesta dei no-vax in Austria sono diventate ormai un appuntamento fisso del sabato. All’ultima, svoltasi nel centro di Vienna, hanno partecipato oltre 40.000 persone. Il fenomeno ha assunto di settimana in settimana toni sempre più rumorosi e violenti, a tal punto da far dire al responsabile della Direzione per la sicurezza dello Stato e il servizio informazioni, Omar Haijawi-Pirchner, che esso rappresenta in questo momento “la minaccia più grave per la Repubblica”.

La Direzione per la sicurezza dello Stato è il nuovo organismo di intelligence interna, che ha preso il posto del Bvt (l’Ufficio federale per la difesa della Costituzione e la lotta al terrorismo). Al suo vertice è stato posto Haijawi-Pirchner (il cognome rivela l’origine giordana della famiglia), un generale di brigata della Polizia, scelto per le qualità dimostrate al comando della Polizia criminale nella Bassa Austria e per le esperienze maturate in precedenza, anche negli Usa, nella lotta al terrorismo.

Il movimento dei no-vax rappresenta in questo momento per lui uno dei problemi più gravi da tenere sotto controllo, non tanto dal punto di vista dell’ordine pubblico durante le proteste di piazza, quanto perché dietro alla folla tumultuante con cartelli e striscioni si celano gruppi eversivi di estrema destra, che vorrebbero approfittare del malessere generato dalla pandemia per destabilizzare il Paese.

Naturalmente solo una minima parte di quelli che al sabato marciano per le strade sono estremisti. La massa è formata da persone solitamente pacifiche, che hanno assunto atteggiamenti rumorosi e talvolta aggressivi, solo perché impaurite da un’epidemia che non sanno come affrontare e sulla quale hanno seguito i consigli di vari pifferai magici, che il più delle volte portano dritti alle terapie degli ospedali.

I manifestanti no-vax del sabato sono rumorosi, ma non rappresentativi del popolo austriaco, che in larga maggioranza è favorevole alla vaccinazione e alle misure restrittive decise dal governo. Proprio per rendere evidente che accanto ai no-vax esistono anche i sì-vax, domenica prossima anche i secondi manifesteranno nel centro di Vienna.

È un’idea che era circolata anche in Italia, ma poi scartata, per evitare assembramenti altrettanto pericolosi in tempo di pandemia come quelli dei no-vax. Ma la manifestazione annunciata a Vienna è stata concepita in modo da non creare assembramenti. Non sarà un corteo per le vie del centro e nemmeno un raduno davanti a un palco, per ascoltare qualcuno che parla. Sarà invece una catena umana lungo i cinque chilometri del Ring – il grande viale alberato che abbraccia il centro storico come un anello – con persone distanziate l’una dall’altra, che reggeranno in mano una fiaccola o un cero o una torcia.

L’obiettivo è di raggiungere un numero di 12.000-13.000 partecipanti, grosso modo quante sono le persone decedute in Austria per Covid-19 dall’inizio della pandemia. Non sono previsti discorsi. Non sarà una manifestazione di protesta contro qualcuno, ma un omaggio silenzioso ai tanti austriaci uccisi dal virus e all’instancabile sacrificio del personale sanitario.

L’iniziativa è stata promossa da Daniel Landau, un docente di scuola superiore (è fratello di Michael Landau, presidente della Caritas austriaca), che l’ha lanciata con lo slogan “Yes, we care”. “In parte della società civile – ha spiegato – c’è un grande bisogno di far sapere che esiste anche un’altra Austria, che agisce per gli altri e con gli altri e che scende in strada senza intenti aggressivi”.

Al chiasso dei no-vax i sì-vax risponderanno domenica con un minuto di silenzio, alle 17 in punto. A quell’ora sarà ormai buio e le loro fiaccole illumineranno il viale del Ring. Viste dall’alto, sembreranno un’immensa corona dell’Avvento accesa nel cuore di Vienna.

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