Domenica 11 Ottobre 2026

In men che non si dica il Parlamento ha concesso l’autorizzazione a procedere nei confronti di quattro esponenti dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista. Tra essi, il segretario nazionale Herbert Kickl. La vicenda aveva fatto clamore, perché inizialmente le richieste di autorizzazione inviate dai magistrati al presidente del Parlamento erano rimaste nel cassetto per dieci giorni.
Il presidente è Walter Rosenkranz, dell’Fpö come i quattro inquisiti. La legge prevede che le richieste di autorizzazione a lui pervenute debbano essere trasmesse immediatamente alla Commissione parlamentare per le immunità. Rosenkranz, invece, aveva tergiversato fin quando il caso era diventato di dominio pubblico e non aveva più potuto attendere oltre.
Quando le richieste sono pervenute alla commissione, questa si è subito riunita e già nella stessa mattinata ha dato il suo assenso a procedere. Nel pomeriggio dello stesso giorno il parere della commissione è stato sottoposto al voto del Parlamento, che ha approvato anch’esso le autorizzazioni a larga maggioranza. Hanno votato a favore tutti i partiti, eccetto l’Fpö.
L’accusa nei confronti di Kickl è di falso. La Wirtschafts- und Korruptionsstaatsanwaltschaft (WKStA), Procura nazionale che si occupa di reati finanziari e di corruzione, stava (e sta ancora) indagando sull’agenzia pubblicitaria carinziana Ideenschmiede, vicina all’Fpö. Avrebbe ottenuto incarichi dal Land Carinzia, negli anni in cui era governato ancora dall’Fpö, e parte del denaro pubblico ricevuto a titolo di compenso sarebbe stato versato poi nelle casse del partito. Alla WKStA che conduce le indagini, Kickl avrebbe dichiarato di non essere al corrente dei rapporti dei suoi compagni di partito carinziani con Ideenschmiede, dichiarazione che gli investigatori ritengono falsa.
Gli altri tre parlamentari dell’Fpö, per i quali è stata concessa l’autorizzazione a procedere, sono Martin Graf, Norbert Nemeth e Harald Stefan. Il 27 settembre avevano partecipato al funerale di Walter Sucher, esponente dell’estrema destra nazista austriaca. In quell’occasione avevano intonato il “Treulied”, l’inno delle Ss, tanto caro al “de cuius”. Non erano stati gli unici a partecipare al coro, tant’è che la Procura sta indagando anche altre persone, tra cui Johannes Gudenus, ex braccio destro di Heinz Christian Strache, divenuto noto al mondo per lo scandalo di Ibiza. Ma i tre parlamentari erano gli unici per i quali, per procedere, era necessaria l’autorizzazione, essendo protetti dall’immunità. Sono indagati dalla Procura di Stato di Vienna e il reato loro imputato è di apologia del nazismo.

NELLA FOTO, il presidente del Parlamento Walter Rosenkranz, che ha vanamente tentato di insabbiare l’autorizzazione a procedere nei confronti di suoi quattro compagni di partito.

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