Mercoledì 22 Maggio 2024

17.08.16 Thörl-Maglern, controlli di polizia su migranti clandestiniL’ora “x” è scattata oggi, alle 9. Il “piano Sobotka”, annunciato dal ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka nelle scorse settimane, è entrato in funzione lungo la frontiera italiana, sia in Carinzia che in Tirolo. Schengen rimane formalmente in vigore, per cui non ci sono controlli ai valichi di frontiera, che restano perciò aperti e, almeno per il momento, non sorvegliati. Le misure adottate vengono definite, nel gergo della polizia austriaca, “Schwerpunktkontrolle”. Si tratta di controlli sistematici, disposti all’improvviso lungo le rotte di transito all’interno del territorio austriaco.

L’obiettivo, come ci ha spiegato Rainer Dionisio, responsabile della comunicazione della Direzione di polizia del Land Carinzia, è di impedire l’ingresso ai clandestini e soprattutto contrastare la criminalità che organizza i transiti degli stranieri verso l’Austria e di qui, quasi sempre, verso la Germania e il Nord Europa. Un obiettivo indiretto è anche quello di proteggere la vita di chi arriva, come ha fatto osservare in una conferenza stampa a Innsbruck il comandante della Polizia di quel Land, Helmut Tomac, riferendosi a due migranti trovati morti lo scorso anno in un treno merci. Si vuole che tragedie del genere non si ripetano.

Cambia qualcosa rispetto al passato? Apparentemente no, perché controlli simili erano già stati effettuati in passato, nell’ambito di quelle misure definite, sempre nel linguaggio della polizia, “Ausgleichmassname”: misure di compensazione, perché consistono nella sorveglianza e nei controlli dei veicoli sospetti provenienti dall’Italia all’interno del territorio austriaco, “compensando” in un certo qual modo la mancanza di controlli ai valichi. Questa volta, però, sembra che il “piano Sobotka” sia salito di livello, con controlli molto più serrati.

Non sono stati spediti i panzer al Brennero, come era stato minacciato qualche tempo fa (la minaccia, peraltro non era venuta dal ministro degli Interni, Wolfgang Sobotka, ma dal suo collega della Difesa, Hans Peter Doskozil), ma l’operazione di ieri ha assunto l’aspetto di una vera e propria mobilitazione ed è stata ordinata senza preavviso. Ci risulta, per esempio, che alcuni ufficiali di polizia, con responsabilità di coordinamento e comunicazione, siano dovuti rientrare di corsa dalle ferie.

Accanto al personale di polizia è stato schierato anche l’esercito. Non ci è stato possibile sapere quanti uomini siano stati coinvolti (per il Tirolo si parla di 70 soldati, per la Carinzia di una decina). In ogni caso è stato impiegato personale già alle dipendenze delle direzioni di Polizia e dei comandi militari del Tirolo e della Carinzia, senza necessità di richiedere rinforzi dagli altri Länder. Del resto ormai da tempo la polizia, insieme con l’esercito, sorveglia i valichi alle frontiere con la Slovenia, l’Ungheria e la Slovacchia, con vasto impiego di uomini, che non potevano quindi essere distolti e dirottati verso la Carinzia e il Tirolo.

L’ufficio stampa della Polizia carinziana ci ha fornito indicazioni molto precise sugli interventi in corso. Sono tre i punti di controllo allestiti. Il più vicino alla frontiera si trova nell’ex area doganale a ridosso dell’autostrada, subito dopo il valico di Thörl-Maglern. Tutti i camion e i furgoni vengono deviati nel piazzale e controllati, mentre le auto, invece, possono proseguire normalmente il loro viaggio.

Altri due punti di controllo analoghi (solo per camion furgoni, auto escluse) sono nell’area di Kellerberg, lungo l’autostrada per Salisburgo, subito fuori Villach, e nell’area di Haimburg, all’uscita est di Völkermarkt, lungo l’autostrada per Graz e Vienna. In teoria i controlli potrebbero essere effettuati in entrambe le direzioni di marcia, ma evidentemente gli austriaci sono interessati a farlo soltanto per gli automezzi che entrano nel loro Paese da Tarvisio e, nelle aree di Kellerberg e Haimburg, per quelli diretti rispettivamente a Salisburgo (e forse in Germania) e a Vienna.

Per quanto riguarda la nostra regione, nessun provvedimento è stato preso per il valico di Monte Croce Carnico o per valichi minori, come quello di Pramollo. Restano tutti aperti e non vigilati. I controlli a Thörl-Maglern, a Kellerberg e Haimburg sono stati conclusi ieri sera alle 20. Oggi probabilmente sapremo se la rete tesa dal ministro degli Interni avrà raccolto qualche pesce. È probabile che operazioni del genere siano riproposte nei prossimi giorni, ma, come è avvenuto ieri, saranno attuate senza preavviso.

La mobilitazione di polizia decisa dall’Austria è stata giudicata “sorprendente e non giustificata” dal Ministero degli Interni italiano, che sottolinea come «la situazione sia assolutamente tranquilla”. In particolare, il Viminale fa notare come anzi “nei primi sette mesi del 2017 alla frontiera italo-austriaca sia stato inibito l’ingresso sul territorio nazionale a 1.200 cittadini stranieri, a riprova del trend dei movimenti migratori dall’Austria verso l’Italia” e non viceversa.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti avrebbe chiesto al Dipartimento della Pubblica sicurezza di fare un passo verso i propri omologhi austriaci. “Iniziative unilaterali come quelle di queste ore, infatti – fanno notare al Viminale – rischiano di pregiudicare il positivo lavoro di cooperazione che quotidianamente viene svolto e che sinora ha prodotto eccellenti risultati».

 

NELLA FOTO, l’area un tempo utilizzata dalla dogana austriaca, in prossimità del valico autostradale di Thörl-Maglern, dove ieri sono stati effettuati i controlli su camion e furgoni in transito.

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