Venerdì 14 Giugno 2024

L’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, esce vincitore dalle elezioni per il Parlamento europeo in Austria e il risultato di ieri, peraltro previsto da tutti i sondaggi, getta un’ombra lunga sulle politiche che si terranno qui in settembre, dove il suo successo sarà ancora più clamoroso, salvo incidenti di percorso. Ieri l’Fpö ha vinto con il 25,7%, con un distacco di uno o due punti percentuali dai secondi, l’Övp (popolari) ed Spö (socialdemocratici). In settembre il distacco sarà ancora maggiore.

Gli elettori dell’estrema destra sono molti di più di quanti ieri si sono presentati alle urne. Sono elettori che non credono nell’Europa, vorrebbero uscirne e rimpiangono perfino lo scellino. Molti di essi ieri hanno preferito rimanere a casa. Gli elettori socialdemocratici e soprattutto quelli del Partito popolare, al contrario, sono europeisti convinti. Solo negli anni di Kurz i popolari avevano avuto una sbandata populista-sovranista alla Orban, ma ieri sono andati tutti diligentemente ai seggi.

In settembre il “popolo” dell’Fpö andrà a votare in massa ed è probabile che supererà il 30%. In questo senso si può dire che per l’estrema destra il voto di ieri è stato una prova generale del voto di settembre e, per così dire, ha messo un’ipoteca sulla poltrona di cancelliere, che in genere va al partito più votato. Forse in vista di questo scenario il capo dello Stato, Alexander Van der Bellen, aveva lanciato un appello al voto per i partiti che credono nell’Europa (tradotto in chiaro: votate per chi volete, ma non per l’Fpö).

Il risultato di ieri resta comunque storico per l’estrema destra, per la prima volta in testa, e il segretario dell’Fpö di Vienna, Dominik Nepp, è stato il primo a congratularsi per “il successo straordinario” con il candidato capolista, Harald Vilimsky, lui pure di Vienna. Nemmeno ai tempi di Jörg Haider l’Fpö era arrivato a tanto. Il risultato migliore lo aveva ottenuto nel 1999, risultando secondo dopo l’Spö e superando di poche centinaia di voti l’Övp. La conseguenza era stata la nascita del primo governo di centrodestra in Austria, con un partito più di oggi sospettato di nostalgie naziste, che aveva messo in allarme le cancellerie di mezzo mondo. Che accadrà quando diventerà il primo partito nel Nationalrat?

Övp ed Spö, stando alle proiezioni di cui disponevamo ieri sera, erano rispettivamente al 24,7% e al 23,2%. Il quarto e il quinto posto erano dei Verdi e di Neos (liberali di centro), indicati rispettivamente al 10,7 e al 9,9%.

Fin qui l’elenco dei cinque partiti che entreranno nell’Europarlamento, avendo superato la soglia del 4%. Ne resteranno fuori, invece il Partito comunista (Kpö) e il Dna, partito espresso dal movimento no-vax. Il primo è al 2,9%, il secondo al 2,7%. Per i comunisti è il miglior risultato a livello nazionale dal 1945 (ma allora erano spalleggiati dall’Armata rossa, che occupava parte dell’Austria) ed è sicuramente dovuto all’onda lunga dei successi in Stiria e a Salisburgo (qui il candidato comunista era lì lì per diventare sindaco). Quanto al Dna, le possibilità di farcela erano pari a zero, a così lungo tempo dalla pandemia. L’unico suo risultato è stato di portar via qualche voto all’Fpö, che nei giorni del Covid era in prima fila nelle manifestazioni contro l’uso della mascherina e l’obbligo dei vaccini.

Se queste percentuali saranno confermate, i seggi riservati all’Austria nell’Europarlamento saranno rivoluzionati. L’Övp nelle precedenti elezioni, sotto l’effetto Kurz, era balzato al 34,55%, guadagnandosi 7 seggi, mentre ora ne avrà 5. L’Spö conserverà i 5 seggi che già aveva. L’Fpö, che nel 2019, fresco dallo scandalo Ibiza, aveva ottenuto solo 3 seggi, ora ne avrà 6. Verdi e Neos ne avranno 2 ciascuno. Per i Verdi si tratta di un risultato amaro. Nell’Europarlamento uscente avevano 2 seggi, saliti a 3 dopo il riconteggio seguito alla Brexit. Sul risultato di oggi deve avere pesato la scelta come candidata capolista di Lena Schilling, un’attivista del movimento ambientalista di soli 23 anni, non iscritta al partito, di grande talento, ma anche con problemi caratteriali venuti alla luce nelle ultime settimane della campagna elettorale. I Neos sono soddisfatti: temevano di non superare la soglia del 4%, invece ce l’hanno fatta, raddoppiando i seggi.

NELLA FOTO, il grafico con i risultati dell’exit-poll diffuso dall’agenzia di stampa Apa alle 16.45. I risultati definitivi (ma sempre provvisori) saranno comunicati dal Ministero degli Interni alle 23, ora di chiusura dei seggi in alcuni altri Paesi d’Europa, tra cui l’Italia.

QUESTO ARTICOLO È STATO AGGIORNATO ALLE ORE 23.00 CON I RISULTATI UFFICIALI (MA NON DEFINITIVI) COMUNICATI DAL MINISTERO DEGLI INTERNI, CHE PRESENTANO LIEVI MODIFICHE RISPETTO AI RISULTATI IN TABELLA.

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