Sabato 13 Luglio 2024

20.12.11 Registrazione contatti CovidNon sarà un Natale spensierato come alcuni se lo immaginavano. Il governo aveva allentato le restrizioni, confidando in un rapido calo dei contagi, che invece non sta avvenendo o sta avvenendo troppo lentamente. In conseguenza di ciò ieri sono state annunciati nuovi provvedimenti, che vanno dall’obbligo di registrazione nel settore della gastronomia alla quarantena imposta per qualsia arrivo dall’estero, anche da Stati non a rischio. Per tutto il pomeriggio si era parlato addirittura di ispezioni di polizia nelle case private, per controllare il rispetto delle regole sul distanziamento soprattutto durante le feste, ma giù in serata è stata fatta marcia indietro.

I provvedimenti, che saranno sottoposti oggi all’approvazione del Parlamento, sono stati annunciati dopo che il ministro della Salute aveva fatto il punto sulla situazione sanitaria. Quattro giorni dopo l’allentamento dei cordoni sono stati notificati ieri 2.686 contagiati (per la prima volta la media settimanale è scesa sotto 3.000) e 107 morti, mentre risultano ricoverate negli ospedali 3.780 persone, di cui 585 in terapia intensiva. Il tasso di riproduzione è sceso allo 0,82.

Non sono numeri drammatici, specie se confrontati con quelli italiani. L’incidenza per 100.000 abitanti è 229: superiore a quella in Germania (149), ma meno della metà di quella in Italia (quasi 500 la media nazionale, con il Friuli Venezia Giulia e il Veneto in testa con poco meno di 900). Il problema è che il governo aveva allentato le redini in dicembre, confidando in dati più favorevoli.

La presenza in terapia di 585 ricoverati (su circa 2.000 posti letto disponibili) è sotto la soglia del 30%, considerata il limite di guardia, ma il ministro Anschober ha detto ieri che si augurava e si augura che il numero dei pazienti in situazioni di emergenza scenda sotto 300. Questo perché, se anche i posti letto ci sono, è il personale che è allo stremo, affaticato da tante settimane di lavoro senza giorni di riposo e da prestazioni straordinarie dovute anche alla mancanza di medici e infermieri a loro volta contagiati o in quarantena.

Anschober ha messo in guardia contro il pericolo che i numeri “possano di nuovo esplodere”. Sarebbe una catastrofe assoluta, che costringerebbe gli ospedali al triage, ovvero a dover scegliere chi curare e chi no. “A una nuova, terza ondata – ha pronosticato Herwig Ostermann, direttore di GöG (Gesundheit Österreich, ovvero l’istituto statale di pianificazione e ricerca sanitaria) – non saremmo in grado di reggere, non solo per l’affaticamento del personale, ma anche per le capacità di ricovero, probabilmente ancora impegnate con i degenti della seconda ondata”.

Sono queste le ragioni che hanno indotto il governo a una maggiore prudenza. Il primo provvedimento che sarà adottato sarà la registrazione dei visitatori/frequentatori in quasi tutti gli ambienti pubblici, dai ristoranti agli alberghi, dagli impianti sportivi a quelli per il tempo libero, dai musei alle biblioteche e a maggior ragione negli ospedali e nelle case di riposo. In alcuni luoghi la registrazione è già prevista (per esempio negli hotel), ma in futuro sarà richiesta anche per chi vi si intratterrà anche soltanto per più di 15 minuti. Dovrà contenere nome, telefono, indirizzo mail della persona, in maniera che possa essere immediatamente rintracciata e avvertita, qualora si rilevi un contagio nelle persone che potrebbe aver avvicinato. Non servirà la registrazione negli incontri privati, nel commercio e nella ristorazione con asporto.

Un altro provvedimento, come accennavamo sopra, consisterà nel divieto di ingresso in Austria nelle festività natalizie dai Paesi cosiddetti a rischio (dove l’incidenza dei contagi è superiore a 100) sarà esteso a tutti i Paesi, salva ovviamente la possibilità di entrare sottoponendosi a quarantena e a tampone (dopo il quinto giorno). Quest’ultima restrizione non cambia granché le cose, perché ormai quasi tutti i Paesi europei sono a rischio e sicuramente lo sono quelli che confinano con l’Austria.

Queste nuove regole resteranno in vigore, prevedibilmente, fino alla metà del prossimo anno.

Quanto alle “ispezioni domiciliari”, c’è stato un repentino ripensamento. Quando nel primo pomeriggio le agenzie e i siti web dei giornali avevano annunciato il provvedimento si erano levate subito voci di protesta, anche da parte di noti giuristi, che avevano espresso dubbi sulla legittimità costituzionale della facoltà della polizia di entrare in abitazioni private senza un motivato provvedimento della magistratura. Jörg Leichtfried, vicecapogruppo del Partito socialdemocratico (Spö) aveva parlato di “una massiccia intromissione nella vita privata”, mentre Niki Scherak, vicecapogruppo di Neos, aveva osservato che “simili situazioni si riscontrano per lo più in regimi autoritari e questo è indegno di una democrazia e di uno Stato diritto”. Considerazioni analoghe devono essere state fatte anche all’interno dei due partiti di governo, che in serata hanno riscritto il provvedimento. Resta l’elenco di luoghi dove la polizia può mettere piede, ma è scomparso “der private Wohnbereich”, ovvero l’ambito abitativo privato.

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