Sta diventando sempre più una lite tra comari quella scoppiata all’interno dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista. In ballo sempre la questione di come vengono spesi i soldi del partito, in merito ai quali l’ex segretario politico Heinz-Christian Strache, fuori gioco dopo lo scandalo di Ibiza in cui fu coinvolto, accusa gli attuali vertici di doppia morale.
Strache è attualmente perseguito penalmente con l’accusa di avere speso per anni soldi della sezione viennese dell’Fpö per scopi personali. Anziché contestare l’accusa nel merito, lo fa accusando a sua volta altri esponenti del suo ex partito di comportarsi allo stesso modo. In una dichiarazione rilasciata al quotidiano Der Standard, per esempio, punta il dito contro alcuni dirigenti dell’Fpö, tra cui Dominik Nepp (leader dell’Fpö a Vienna) e Harald Vilimsky (capogruppo dell’Fpö al Parlamento europeo). Anch’essi avrebbero utilizzato fondi del partito per scopi personali.
Strache menziona, per esempio, l’acquisto di equipaggiamento per campeggio messo in conto all’Fpö come spese per un seminario di formazione del personale, al quale avrebbe preso parte anche Herbert Kickl, attuale segretario del partito. A quest’ultimo, inoltre, Strache rimprovera di aver lavorato poco, al tempo in cui era segretario generale (è un incarico organizzativo-amministrativo e non corrisponde al ruolo di segretario politico come lo intendiamo in Italia), meno di quanto aveva lavorato lo stesso Strache. Kickl, secondo Strache, lasciava l’ufficio già tra le 16 e le 18. Insomma, era un fannullone, pagato con un compenso netto di 10.000 euro al mese, più le spese, per fare poco o nulla.
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