Lunedì 17 Giugno 2024

L’Austria in questi giorni è meno “vicina” di come la vorremmo. Ci si può andare quando si vuole, perché i confini sono rimasti aperti, ma non vi è dubbio che le tante misure per contenere in Covid-19 complicano enormemente ogni progetto di viaggio. Basti pensare che non si può trovare un luogo per alloggiare, perché hotel e pensioni non possono accogliere ospiti, se non per giustificate ragioni di lavoro.

In attesa che tutto torni come prima o quasi come prima, possiamo continuare a rimanere informati su ciò che di bello o di brutto accade in questo Paese amico e, con l’aiuto di Österreich Werbung, possiamo mantenere vivo il ricordo delle sue città. Partiamo oggi dal capoluogo del Tirolo.

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20.11.09 Innsbruck, Schloss Ambras (Foto Christof Lackner) - CopiaMagica Innsbruck! Johann Wolfgang von Goethe, nel 1786, durante il suo viaggio verso l’Italia, la descrive così: “Innsbruck giace splendidamente nella sua larga e ricca valle, tra alte e ripide rocce e monti”. Recentemente il museo Ferdinandeum aveva dedicato una mostra al grande poeta e scrittore tedesco e al suo “Viaggio in Italia”, opera che in modo così significativo ha contribuito al mito dell’Italia come luogo del desiderio per i viaggiatori provenienti dal nord e centro Europa.

Più di duecento anni dopo Innsbruck è ancora così, come l’aveva conosciuta Goethe, “capitale” segreta delle Alpi, crocevia tra est e ovest, tra nord e sud. Splendida e invitante, dai palazzi color pastello che vengono messi in risalto dalle pareti di roccia grigia che le fanno da sfondo. Bellezze e contrasti cromatici che si susseguono, il Tettuccio d’oro (la loggia dalle tegole dorate voluto da Massimiliano I d’Asburgo per le nozze con Bianca Maria Sforza), e gli “Schwarze Mander”, ventotto impressionanti statue nere che vegliano il sarcofago (vuoto) di Massimiliano nella Chiesa di Corte.

La si immagina montanara, sportiva, e la si scopre allo stesso tempo raffinata, imperiale. Nel castello di Ambras l’arciduca Ferdinando II creò la sua famosa Wunderkammer, la “camera delle meraviglie”. Uomo colto, Ferdinando studiava la storia e l’origine degli oggetti che collezionava, il suo non era semplice gusto del possesso. La particolarità della collezione è che non si è dispersa, ma si trova ancora nel posto dove l’aveva raccolta e questo fa del castello di Ambras un luogo dal fascino particolare.

E poi ci sono le montagne, così vicine che fanno da scenografia costante, e raggiungerle è facilissimo: gli impianti di risalita “Nordkettenbahnen” dal centro città arrivano a oltre 2.200 metri. Panorami stupendi, camminate a piedi, soste in malga, le meraviglie di boschi e cime, ecco il lato outdoor di Innsbruck.

[Contributo di Österreich Werbung]

NELLA FOTO DI Christof Lackner, il castello di Ambras.

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