Lunedì 24 Giugno 2024

20.06.18 Koralmtunnel, abbattimento diaframmaDa ieri Trieste e l’Alto Adriatico, con i loro porti, sono un po’ più vicini a Vienna e al Centro Europa. Alle 12.30 è caduto l’ultimo diaframma del tunnel ferroviario che attraversa per 33 chilometri la montagna della Koralm, tra la Carinzia e la Stiria. È, con la galleria di base del Semmering, uno dei due tasselli fondamentali per il completamento del Corridoio Baltico-Adriatico, uno degli assi ferroviari europei che attraverserà il continente da sud a nord.

Gran parte del “corridoio” è già in esercizio: dal Baltico fino a Vienna, e poi in Italia da Tarvisio in giù, lungo la Pontebbana. Resta da completare ancora il tratto austriaco. Se ne parlava da una ventina d’anni, con un certo scetticismo, per gli ostacoli posti dalla morfologia del territorio: l’area montuosa del Semmering, tra Bassa Austria e Stiria, e poi la catena della Koralm, che segna il confine tra Stiria e Carinzia, superabili soltanto con lunghi e complessi tunnel di base. C’erano state resistenze da Vienna, per i costi miliardari di entrambe le opere, e anche dalla giunta della Bassa Austria, per ragioni ambientali (poi superate).

Dieci anni fa, la svolta che ha permesso l’avvio dei lavori su entrambi i tunnel e sull’armamento del nuovo tracciato ferroviario, che ha richiesto la costruzione di altre gallerie minori, ponti e nuove stazioni ferroviarie. Determinante la decisione di Jörg Haider, governatore della Carinzia, di destinare all’opera 140 milioni del bilancio regionale, convincendo il governatore della Stiria a fare altrettanto. Quel contributo finanziario, su un costo complessivo di 5,3 miliardi (la somma è riferita soltanto al tracciato da Graz a Klagenfurt, non a quello del Semmering), indusse il governo di Vienna a dare il nulla osta al progetto.

Il primo simbolico colpo di piccone fu dato il 28 marzo 2011, alla presenza dei governatori dei due Länder e del presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. Questi era voluto intervenire alla cerimonia di avvio, nella consapevolezza che il Corridoio Baltico-Adriatico sarà importante per l’economia di Stiria e Carinzia, ma lo sarà ancora di più per lo sviluppo del traffico di merci da e per i porti dell’Alto Adriatico, a cominciare da quello di Trieste.

Da allora sono passati 9 anni e la breccia che è stata aperta ieri nel cuore della montagna della Koralm ha un enorme valore simbolico. Significa in primo luogo che non si torna indietro (un pericolo reale, viste le resistenze all’opera che di tanto in tanto si riaffacciavano a Vienna) e in secondo luogo che è incominciato il conto alla rovescia. Il nuovo tracciato Klagenfurt-Graz entrerà in esercizio nel 2025 e ridurrà di 45 minuti i tempi di percorrenza. Quello Graz-Vienna, con il tunnel del Semmering, sarà pronto nel 2027 e il risparmio di tempo sarà di altre due ore. Sembrano date lontane, ma in realtà sono molto più vicine rispetto ai tempi di realizzazione del tunnel del Brennero, per non parlare della Tav in Val di Susa.

In Carinzia e in Stiria il traguardo di ieri è stato accolto con entusiasmo, anche se non vi sono state cerimonie, a causa del Coronavirus. L’ultimo diaframma, come dicevamo, è caduto alle 12.30. Poi, per aprire l’intera “luce” del tunnel è stata necessaria ancora quasi un’ora. Gli ultimi centimetri di roccia sono stati rimossi alle 13.22 e poi le maestranze che avevano lavorato sui due versanti del traforo si sono finalmente incontrate per la prima volta.

Il direttore generale delle Öbb (le Ferrovie austriache), Andreas Matthä, collegato da Vienna per le cautele anti-Covid che hanno tenuto alla larga autorità e pubblico, ha definito il traguardo raggiunto “l’ultima grande avventura dell’Europa”. Anche le altre personalità intervenute non hanno posto limiti alla retorica. Sebastian Schuschnig (Övp), assessore alla mobilità della Carinzia, ha parlato dell’ingresso “in una nuova epoca”, mentre il suo collega stiriano, Anton Lang, ha definito l’opera “un risultato monumentale”.

 

NELLA FOTO, il momento tanto atteso in cui la macchina perforatrice ha abbattuto l’ultimo diaframma del tunnel di base della Koralm, aprendo il varco verso la parte opposta già scavata da un simile marchingegno.

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