Lunedì 20 Aprile 2026

Si può vivere senza il telefonino a portata di mano? Pare di no. Ne sanno qualcosa gli insegnanti in lotta con scolari perennemente distratti dal loro gingillo. Come fare lezione se, per ottenere l’attenzione dell’uditorio, si deve competere con questa diavoleria tecnologica?
D’ora in avanti non sarà più così, almeno in Austria. Christoph Wiederkehr, ministro per l’Istruzione del nuovo governo, ha disposto il divieto generalizzato dell’uso del telefonino nelle prime otto classi, che corrispondono alle nostre elementari e medie. Le conseguenze del telefonino -secondo il ministro – sarebbero più nefaste del Covid per gli alunni. Tablet e altri strumenti digitali sono utili per lo studio, purché chi ne fa uso non sia sottoposto a un bombardamento eccessivo di stimoli esterni.
La pensa come il ministro anche Hans-Peter Hutter, medico ambientale. Hutter ritiene salutare il bando ai telefonini in classe, non solo per esigenze didattiche, ma anche perché restituirebbe ai bambini e ai ragazzi la capacità di stare insieme e di dialogare.
Wiederkehr vuole che il divieto sia applicato non solo nelle ore di lezione, ma anche nel tempo della ricreazione o dei pasti. Insomma, dal momento di ingresso a scuola a quello dell’uscita. Dove custodire i telefonini in questo arco di tempo saranno le singole scuole a deciderlo, a seconda degli spazi e degli strumenti a loro disposizione. Potrebbero essere lasciati nelle borse degli stessi alunni o chiusi in appositi armadi o casse.
La decisione annunciata dal ministro potrebbe sembrare non necessaria, perché in molte scuole dell’Austria i telefonini sono già vietati. In realtà questo divieto generalizzato affronta il problema da una nuova prospettiva, coprendo le spalle agli insegnanti, a volte contestati dai genitori degli alunni. Alcuni vorrebbero poter raggiungere telefonicamente i loro figli in ogni momento e ciò ha dato luogo a conflitti in molte scuole con il corpo insegnante. D’ora in avanti, invece, non ci saranno più discussioni, perché il divieto sarà disposto con ordinanza ministeriale, a cui tutte le scuole dovranno semplicemente adeguarsi.

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