Lunedì 16 Marzo 2026

Il 9 marzo 1947, in un bunker abbandonato del Vallo alpino del Littorio, non distante dal passo del Brennero, fu trovato il corpo senza vita di un uomo sulla quarantina. Gli erano stati sparati tre colpi di pistola, il primo al petto e gli altri due alla testa. I documenti che aveva con sé erano evidentemente contraffatti, ma dopo qualche indagine gli inquirenti risalirono alla sua vera identità. Il cadavere era di Gerhard Bast, Sturmbannführer delle SS, già in servizio alla Gestapo e in seguito comandante di un Sonderkommando delle SS, incaricato della deportazione e dello sterminio di ebrei e partigiani nell’Est Europa. Dopo la capitolazione del Reich, per sottrarsi all’arresto, aveva trovato rifugio sotto falso nome in Sud Tirolo. Ma nel marzo del 1947, desideroso di riavvicinarsi alla famiglia a Innsbruck, si era fatto accompagnare lungo sentieri appartati da un passeur, che poi però lo aveva ucciso per impossessarsi del denaro che portava con sé.

Ne parliamo qui perché oggi è morto a 80 anni Martin Pollack, giornalista, scrittore, traduttore, che noi però preferiamo ricordare in quanto figlio di quell’alto ufficiale delle SS. Balzano all’occhio i loro cognomi differenti. Perché Gehrard Bast è il padre biologico di Pollack, frutto di una relazione extraconiugale della madre, invaghitasi di quell’alto ufficiale dagli alamari d’argento, nel momento di massimo splendore del Reich “millenario”, mentre Martin porta il cognome del patrigno.
Caduto il Reich “millenario” la madre si “ravvede” e torna rapidamente tra le braccia del marito legittimo, Hans Pollack, pittore e grafico. Martin all’epoca ha tre anni, ma sa dell’esistenza di un padre biologico solo all’età di 13. Chi fosse, che cosa avesse fatto, perché fosse stato ucciso erano argomenti tabù in famiglia. Una condizione analoga a quella di molte altre famiglie austriache, come abbiamo potuto personalmente constatare, dove non si intendeva rinnegare le passate complicità con il nazismo, ma si preferiva semplicemente tacerne e fingere di credere nel mito di un’Austria “prima vittima” di quel nazismo.
Domani i giornali austriaci ricorderanno Martin Pollack come scrittore e intellettuale, con studi approfonditi in slavistica all’Università di Varsavia e in varie università della Jugoslavia, dopo la laurea a Vienna, come giornalista per lo Spiegel e altre testate, come traduttore (a lui il merito di aver fatto conoscere autori polacchi che altrimenti non si sarebbero conosciuti al di fuori del loro Paese) e soprattutto come autore di libri di successo.
Qui preferiamo ricordarlo come autore del libro che lo ha fatto conoscere anche a noi italiani e che Claudio Magris ha definito un autentico “piccolo gioiello”. Si intitola “Il morto nel bunker. Indagine su mio padre”. Il titolo dice già tutto. Non è un’indagine sull’uccisione del padre biologico, ma un’indagine sul padre.
“All’inizio dell’estate del 2003 – scrive Pollack – insieme a mia moglie intrapresi un viaggio in Sud Tirolo, fino al Brennero, per cercare il bunker in cui 56 anni prima mio padre era stato trovato morto. Gli avevano sparato. Volevo saperne di più sulle circostanze della sua scomparsa e sui motivi che lo avevano spinto a recarsi in Sud Tirolo. Per anni avevo esitato a svolgere queste indagini, forse per un inconscio timore di imbattermi, seguendo le sue tracce, in scoperte che avrebbero superato le mie aspettative, senz’altro già cupe”.
“Il morto nel bunker” è un saggio autobiografico condotto con la puntigliosità di un cronista, che indaga fra documenti di archivio, fotografie, aneddoti familiari, per fare piena luce su un padre, anche a costo di scoprirne i crimini di cui si era macchiato. L’atteggiamento è esattamente l’opposto di quello dei suoi connazionali, che avevano preferito “non sapere”. Pollack, al contrario, ha voluto sapere e ha voluto darne pubblicamente testimonianza nel suo libro. Racconta senza reticenze una storia dolorosa che, proprio perché comune a tanti altri suoi connazionali – e non soltanto ad essi – assume valore universale.
Il libro è uscito per la prima volta in Italia nel 2007 ed è stato ripubblicato nel 2018 da Keller. Non sappiamo se sia ancora in commercio, ma vale la pena di verificarlo.

NELLE FOTO, lo scrittore Martin Pollack, morto oggi all’età di 80 anni, e il padre biologico Gerhard Bast, ufficiale delle SS.

__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina