I corpi senza vita di una donna di 34 anni, di origini siriane, e della figlia di 10 sono stati trovati dalla polizia di Innsbruck in due frigoriferi, nascosti dietro una parete di cartongesso. Alla macabra scoperta si è giunti dopo laboriose indagini durate mesi. Due fratelli, di 55 e 53 anni, sono in stato di arresto, perché sospettati del duplice omicidio e dell’occultamento dei cadaveri.
Madre e figlia erano scomparse dal luglio dello scorso anno. La polizia aveva incominciato a occuparsi di loro verso la fine del mese, su sollecitazione di un cugino residente in Germania, che non era stato più in grado di mettersi in contatto con loro. I sospetti si erano indirizzati subito verso il più anziano dei due fratelli, collega di lavoro della donna siriana con cui aveva avuto una turbolenta relazione.
L’uomo avrebbe cercato di depistare gli inquirenti, riferendo loro che la donna e la figlia erano partite per la Turchia, per fare visita ai loro parenti. La polizia aveva individuato messaggi che si ritenevano inviati dalla donna e che sembravano supportare questa tesi. In alcuni comunicava notizie del viaggio al suo ex compagno, in altri informava il datore di lavoro di volersi licenziare, altri messaggi erano indirizzati alla banca.
Alla polizia quei messaggi non erano apparsi troppo convincenti, anche perché nella memoria del telefonino non avevano trovato alcun messaggio in arabo, come sarebbe stato naturale, essendo quella la sua lingua madre. Ad accrescere i sospetti era stato il ritrovamento del cellulare della donna e di quello della figlia durante una perquisizione dell’appartamento. Da quale cellulare, allora, la donna aveva inviato i suoi messaggi? Inoltre era apparso incomprensibile che le due avessero intrapreso il lungo viaggio verso la Turchia senza portare con sé i loro telefonini, senza i quali oggi pare non si possa vivere.
Queste e altre circostanze (tra cui la messa in vendita di monili e suppellettili) avevano convinto i poliziotti che le donne non fossero scomparse, ma fossero state uccise e che del duplice femminicidio fossero responsabili i due fratelli. Nello scorso giugno la Procura di Innsbruck ne aveva ordinato l’arresto. Messi alle strette, i due alla fine avrebbero ammesso la morte delle due donne, sostenendo però che sarebbe avvenuta per cause accidentali.
Soltanto un paio di giorni fa, a oltre 15 mesi dalla scomparsa, il più anziano dei due fratelli ha rivelato il luogo in cui erano stati occultati i cadaveri: un frigorifero nascosto da una parete di cartongesso nell’abitazione del fratello minore. Le salme delle due sventurate erano ormai in avanzato stato di decomposizione. La temperatura del frigorifero avrebbe dovuto garantirne lo stato di conservazione, ma dopo l’arresto dei due fratelli la corrente era stata staccata dalle loro abitazioni e il frigorifero aveva smesso di funzionare.
La Procura ha disposto l’autopsia, che dovrebbe rivelare le cause del decesso, se accidentali, come sostengono i due fratelli, o determinate da un gesto violento o da altra causa. Il compito del perito autoptico non sarà facile, dato l’avanzata decomposizione. In attesa che se ne conosca l’esito, gli inquirenti propendono per l’ipotesi di omicidio volontario premeditato, dato che frigorifero e cartongesso sarebbero stati procurati prima della scomparsa delle due donne.
NELLA FOTO, direttore della Polizia di Innsbruck (la qualifica di “direttore” corrisponde grosso modo a quella di questore in Italia) Helmut Tomac, tra un rappresentante della Procura e Katja Tersch, responsabile del reparto di Polizia criminale.
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