Domenica 14 Giugno 2026

La piaga dei femminicidi angoscia l’Austria. In un solo giorno le cronache ne hanno registrati due, il dodicesimo e il tredicesimo dall’inizio dell’anno. In realtà i casi non sono contemporanei. Uno risale a due settimane fa ed è stato scoperto soltanto quando i genitori della vittima sono rientrati dalle vacanze. Il secondo è più recente e se n’è avuta notizia quando l’assassino si è autodenunciato, dopo che per tre giorni aveva tentato il suicidio.

Ma andiamo con ordine. Il primo femminicidio è stato commesso il 14 maggio a Kottingbrunn, distretto di Baden, in Bassa Austria. La vittima è una donna di 27 anni ed è stata uccisa con tre colpi di pistola alla testa da un uomo della sua stessa età, della Stiria orientale, che aveva conosciuto di recente su Facebook. Dopo contatti via social, i due si erano incontrati di persona. In uno di questi incontri l’uomo si sarebbe sentito offeso dalle parole che gli aveva rivolto la compagna e per questa sola ragione avrebbe reagito, sparandole alla testa con una pistola, legalmente detenuta, che usava per il tiro sportivo.

L’assassinio, come dicevamo, era avvenuto il 14 maggio ed è stato scoperto soltanto al rientro dalle vacanze dei genitori, che avevano cercato invano di comunicare con la figlia al telefono. Per quanto strano possa sembrare, la Polizia inizialmente aveva attribuito il decesso a una caduta, nella quale la giovane avrebbe battuto la testa. Soltanto l’autopsia aveva rivelato che la morte era stata causata invece dai colpi di pistola, una calibro 22, del tipo comunemente usato nel tiro sportivo.

Non essendo stati trovati segni di effrazione sulla scena del crimine, gli investigatori hanno supposto che la donna avesse fatto entrare l’aggressore nel suo appartamento. La Polizia ha così concentrato le indagini tra i conoscenti della vittima. Decisiva è stata l’analisi dei dati del cellulare, da cui è risultato che l’uomo e la vittima si erano parlati fino a 40 volte al giorno fino al giorno del femminicidio. Poi più nulla. La Procura ha spiccato un ordine di cattura, che è stato eseguito mentre il ventisettenne stava tornando a casa sull’autostrada meridionale. Ora è rinchiuso nel carcere di Wiener Neustadt, in attesa di essere interrogato.

Il secondo femminicidio ha risvolti penosi. Riguarda un uomo di 64 anni, che ha sparato con un fucile alla moglie di 59. La coppia viveva in una zona alla periferia di Gschmaier, sobborgo di Gersdorf an der Feistritz, nella Stiria orientale. La coppia conduceva una vita isolata e, a quanto pare, disagiata. Il Comune era spesso intervenuto con aiuti in denaro e lo stesso sindaco si era recato più volte da loro, portando legna da ardere.

La donna era molto malata e questa potrebbe aver indotto il marito a farla finita. Un gesto di disperazione. Il proposito dell’uomo, confessato agli inquirenti, sarebbe stato di rivolgere subito dopo l’arma anche contro sé stesso, ma probabilmente gli era mancata la determinazione per farlo. Aveva tentato più volte, ma, dopo tre giorni vissuti accanto al cadavere della moglie, si era deciso a telefonare a un parente, informandolo del suo gesto. Questi, a sua volta, aveva informato la Polizia, che si era recata subito sul posto, arrestando l’uomo.

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Il diagramma dei femminicidi in Austria segna alti e bassi. Il 2026, con 13 casi nei primi cinque mesi, sembra destinato a diventare un anno di sangue. Presto, purtroppo, potrebbero essere superati i 16 femminicidi del 2025, ma nel 2024 erano stati 24, nel 2023 addirittura 39. Negli anni precedenti si registrano due picchi, nel 2004 e nel 2018, con rispettivamente 40 e 41 casi.

[Foto IMAGO/Wolfgang Maria Weber]

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