
Il numero dei divorzi è in calo in Austria. Nel 2025 sono stati 14.895, l’anno precedente erano stati 14.963, 68 in più. La differenza è minima, ma Statistik Austria (l’Istat austriaco) segnala che vi sono differenze tra Land e Land. Il calo si è registrato in soli quattro Länder, in percentuale maggiore a Vienna (-5,8%), in Carinzia (-5,4%) e nel Salisburghese (-5,1%), mentre i divorzi sono risultati in crescita nella Stiria (+8,6%), nel Burgenland (+8,2%) e in Tirolo (+6,6%).
Il risultato complessivo, in ogni caso, segna per la prima volta una inversione di tendenza da quando fu istituito l’istituto del divorzio in Austria. Quali ne sono le ragioni? Il matrimonio è di nuovo in auge e le coppie stanno prendendo più sul serio quell’impegno all’unione “fin che morte non vi separi”?
La domanda è stata posta a sociologi che, nel rispondere, hanno avanzato due ipotesi. La prima è un effetto collaterale della crisi economica e dell’incertezza politica. In tempi come questi una separazione appare rischiosa, perché comporta maggiori costi per entrambe le parti. La scelta di non divorziare, quindi, spesso non deriva da una unione felice, ma da uno stato di necessità. A ben vedere, forse anche in passato accadeva lo stesso, quando il marito era la unica fonte di reddito e la donna non poteva permettersi di andarsene da casa.
La seconda ipotesi è connessa alla crescente presenza nella società austriaca di famiglie di immigrati, specie di fede islamica, nelle quali ragioni religiose e culturali e il ruolo predominante del capofamiglia maschio rendono il divorzio un evento eccezionale. La solidità dell’unione matrimoniale in questo segmento delle famiglie austriache compensa la propensione al divorzio delle altre.
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