Domenica 10 Maggio 2026

Dal prossimo anno il centro di Vienna sarà interdetto al traffico automobilistico. Non proprio completamente: potranno accedervi quelli che vi abitano, i taxi, i mezzi autorizzati per il carico e lo scarico di merci. La presenza dei veicoli a motore (53.000 al giorno, secondo uno studio di qualche anno fa) sarà così ridotta di un terzo. Ciò significherà meno rumore e meno inquinamento nel cuore della città e il riutilizzo per altri scopi delle superfici ora destinate a parcheggio.
Quando parliamo del centro di Vienna intendiamo riferirci all’area del primo distretto, quello delimitato dal Ring e, a nord-est, da un tratto del Donaukanal. Alcune delle strade più frequentate sono già oggi pedonalizzate: il Graben, la celebre Kärntner Strasse, la piazza del Duomo di Santo Stefano, il Kohlmarkt e qualche vicolo adiacente. Su tutte le altre, invece, la circolazione di autoveicoli è consentita.
Dal prossimo anno, invece, l’intero primo distretto diventerà quella che in Italia chiamiamo “zona a traffico limitato”. I punti di accesso sono 26 e ciascuno di essi sarà sorvegliato da videocamere, che rileveranno la targa dei veicoli in ingresso. Quelli non autorizzati saranno sanzionati (viene preso a modello il sistema introdotto in molte città italiane).
Della trasformazione del primo distretto in una “zona a traffico limitato” si discuteva da tempo. Fautori del progetto erano soprattutto i Verdi, al governo della città nella precedente giunta. Non era stato possibile far nulla per ragioni di privacy: per l’installazione di videocamere di sorveglianza, infatti, era necessaria una modifica al Codice della strada. Le norme attuali consentono la lettura di targhe soltanto per gli ingressi ai garage, per la verifica del pagamento del pedaggio autostradale e per i controlli di velocità su tratti predeterminati. Non per registrare chi entra o esce in auto da aree cittadine.
Questo limite cadrà quanto prima. Il ministro per il traffico del nuovo governo, Peter Hanke (Neos), ha infatti annunciato un emendamento al codice, che entrerà in vigore appunto nel 2026. Hanke era fino a ieri assessore al Comune di Vienna e conosce bene, quindi, i problemi della circolazione nel centro storico della sua città. Per l’approvazione del nuovo testo di legge sfonderà una porta aperta, perché tutti i partiti sono d’accordo. Tutti meni uno: l’Fpö, il partito dell’estrema destra populista, che sembra distinguersi per la sua linea indifferente alla salute dell’uomo. L’Fpö era stato dichiaratamente no-vax al tempo del Covid, favorevole ad aumentare il limite di velocità in autostrada, contrario al divieto di fumo nei locali pubblici e ora contrario alle limitazioni al traffico automobilistico nel centro di Vienna.
Non solo la capitale è interessata a bandire il traffico d’auto nel suo centro. Lo sono anche altre 26 città austriache. La modifica al Codice della strada pensata per Vienna servirà anche ad esse.

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