Giovedì 29 Febbraio 2024

18.07.05 Zimmer frei (Salisburghese) Elfi ZoellerPochi giorni prima del diffondersi dell’epidemia di Coronavirus in Austria erano stati pubblicati i dati relativi alle presenze turistiche nel 2019. Un anno da record in tutti i sensi, con quasi 153 milioni di pernottamenti (ne avevamo riferito in questo blog il 10 febbraio scorso). Nessuno avrebbe immaginato allora che quest’anno sarebbe stato battuto il record contrario, con un crollo degli arrivi e delle presenze turistiche. I conti naturalmente si faranno alla fine, ma i dati finora disponibili e le previsioni per le prossime settimane e i prossimi mesi fanno temere uno scenario paragonabile a quello dell’immediato dopoguerra, quando l’Austria era in macerie.

Tanto per cominciare da due giorni esiste un decreto del Ministero della Salute, che prolunga fino al 24 aprile la chiusura degli hotel e di tutte le strutture ricettive del Paese. Il provvedimento è stato preso con filosofia da Susanne Kraus-Winkler, responsabile del settore alberghiero nella Wirtschaftskammer, la Camera dell’economia. “Molti clienti ci avevano interpellato – ha dichiarato all’agenzia di stampa Apa – per poter fare una breve vacanza per Pasqua. Ora è chiaro che questo non sarà possibile”. Il nuovo divieto va accettato, ha commentato la rappresentante degli albergatori, per la sicurezza della salute pubblica e perché è coerente con l’invito rivolto a tutti di non uscire di casa.

L’aspetto positivo del decreto è che finalmente fa chiarezza nel settore ricettivo. Con un precedente provvedimento del 16 marzo, infatti, il governo aveva disposto la chiusura di tutte le aziende alberghiere dei Länder occidentali, più duramente colpiti dal Coronavirus. Erano stati indicati allora il Vorarlberg, il Tirolo, il Salisburghese e, chissà perché, anche la Carinzia, che pure è con il Burgenland il Land dove si è registrato il numero minore di contagi. Nessuna chiusura, invece, per le strutture ricettive di Vienna e degli altri Länder. Ciononostante quasi tutte avevano sospeso l’attività, non perché questo fosse stato loro imposto, ma semplicemente perché non avevano più ospiti o ne avevano troppo pochi.

Il ridimensionamento o addirittura la cessazione dell’attività, per decreto o per scelta spontanea, ha fatto crollare il volume di lavoro delle 16.000 aziende austriache dell’ospitalità. In marzo il calo era stato del 45%, in aprile ancora peggiore. Per la stagione estiva le previsioni sono pessimistiche. La Camera dell’economia stima un calo delle presenze (in Austria si preferisce il termine “pernottamenti”, ma è la stessa cosa) dal 35 al 55 per cento e del fatturato dal 42 al 62 per cento.

Intanto fino al 24 aprile l’intero settore è messo in quarantena. Sono consentite deroghe solo in casi occasionali: per esempio, per dare ospitalità a persone che lavorano fuori sede e la cui presenza è essenziale per lo svolgimento di determinate mansioni; per persone che prestano servizi di assistenza sociale o sanitaria al di fuori della loro residenza (per esempio le badanti fatte arrivare dall’Est Europa, che devono trascorrere due settimane di quarantena prima di riprendere servizio); per dare ospitalità a persone che hanno improvvisamente perso l’alloggio (si sono effettivamente verificati casi di abitazioni incendiate o allagate dalla rottura delle tubature).

È chiaro che queste deroghe non compenseranno le perdite che il settore alberghiero subirà a causa del Coronavirus, ma almeno per alcune strutture potranno limitare i danni. Per questo la Camera dell’economia sta facendo un censimento di alberghi e pensioni interessati a dare alloggio a questi ospiti particolari e ha istituito una piattaforma online, su cui alberghi e pensioni potranno registrarsi, per poter essere contattati da aziende o istituzioni in cerca di alloggi per i loro collaboratori.

__________________

Austria Vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina.

Lascia un commento