Giovedì 22 Febbraio 2024

19.07,12 Ibiza, incontro Strache, GudenusLe cose si complicano per Heinz-Christian Strache, ex leader dell’estrema destra sovranista. Sarebbe indagato dalla Procura di Stato di Vienna per truffa e truffa aggravata. La notizia è stata data dal quotidiano “Krone”, ma non è stata confermata ancora dalla Procura, che per l’approfondimento delle sue indagini avrebbe chiesto la collaborazione della Procura nazionale anticorruzione.

Il caso riguarderebbe la cosiddetta compravendita di seggi parlamentari (nel caso specifico dovrebbe trattarsi di seggi dell’Europarlamento). È una pratica abbastanza utilizzata dall’Fpö, partito di cui Strache era segretario fino al maggio scorso (ovvero fino allo scandalo di Ibiza), far dimettere candidati neoeletti, anche più d’uno in successione, per far posto al candidato designato dal partito, anche se non eletto (per insufficienti voti di preferenza o perché troppo indietro nella lista elettorale).

Questa pratica, pur politicamente discutibile (perché consente al vertice del partito di decidere chi sarà eletto, prescindendo dalla volontà degli elettori), non è di per sé illecita. Per capire come funzioni, ci può bastare l’esempio di Christian Ragger, fino al 2016 segretario dell’Fpö in Carinzia e assessore regionale. Quell’anno la direzione nazionale dell’Fpö (ovvero Strache) decise che doveva andarsene, per lasciar posto a un uomo più gradito a Vienna (si trattava di Gernot Darmann).

Come premio di consolazione a Ragger fu offerto un seggio in Parlamento, quello lasciato libero dallo stesso Darmann. Ma Ragger non ne aveva diritto. Aveva partecipato, è vero, alle elezioni del 2013, ma in fondo alla lista. Non era quindi il primo dei non eletti, destinato alla successione automatica di Darmann. Per fargli avere quel posto 60 altri candidati dell’Fpö in liste regionali e nazionali dovettero in successione rinunciare al seggio, finché fosse venuto il turno di Ragger.

Pratica politicamente discutibile, ma lecita. Il caso di cui si starebbe occupando la Procura di Vienna riguarderebbe, invece, un’operazione del genere effettuata tuttavia per far avere un seggio a un candidato gradito a una parte terza, in cambio di denaro. Una vendita di seggi, insomma.

Chi sia la persona “gradita” e quale “parte terza” avrebbe pagato per acquistare il seggio lo sapremo probabilmente più avanti. Per il momento dalle indagini è emerso soltanto quanto dichiarato dalla europarlamentare dell’Fpö Barbara Kappel. Nel 2018 – ha riferito la donna agli inquirenti – un uomo di affari bulgaro le avrebbe consegnato una offerta di 55.000 euro, da lei poi fatti avere a Strache. La circostanza sarebbe emersa nel corso delle indagini sul contenuto del video di Ibiza.

La notizia delle indagini, come dicevamo all’inizio, complica le cose per Strache, che proprio nei giorni scorsi aveva annunciato il proposito di candidarsi con una propria lista alle elezioni per il Comune di Vienna dell’autunno prossimo. Qualora fosse incriminato, la sua “nuova vita” politica si interromperebbe prima ancora di incominciare.

 

LA FOTO è tratta dal famoso video di Ibiza. Vi si vede Strache, in primo piano, intento a trattare tangenti con la sedicente miliardaria russa; davanti a lui, in piedi, l’ex capogruppo in Parlamento dell’Fpö, Johann Gudenus, mentre mima l’atto di sparare con una pistola.

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